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"Spesso la condotta di un uomo, riscaldata dal vino, non è che l'effetto di ciò che, negli altri momenti, avviene nel suo cuore" J. J. Rousseau
 

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Lidio Carraro Boutique Winery in Brasile

Posted By Davide Canina on marzo 28th, 2009

Mi sono sempre chiesto come sarà il vino in quelle zone e in quei paesi che di solito non si studiano mai al corso dell’AIS. Senti sempre parlare di Cile e Argentina ma mai di Brasile.

Ho sempre pensato, inoltre, che gli italiani emigrati in Sudamerica con l’attitudine enologica avessero avuto un ruolo fondamentale nel progresso e nella cultura vitivinicola di quei paesi.

lidio carraro vigneti

Ecco finalmente che in un solo incontro ho avuto risposte ad entrambe le mie domande.

Così nel novembre 2008 durante la mia permanenza al SIAL, il Salone internazionale Agroalimentare di Parigi, ho fatto un’incontro molto interessante.

Il mio incontro davvero emozionante è stato con l’azienda Lidio Carraro e con la figlia Patricia Carraro. La prima cosa che mi ha trasmesso Patricia è stata la passione, la storia, la tradizione e il grande legame che la sua famiglia ha per la loro terra e per i loro vigneti.

Questo subito mi ha aperto gli occhi verso una realtà che dall’Europa si pensa sia meno qualificata. Tutt’altro perché Patricia mi ha dimostrato grande professionalità, preparazione e conoscenza di quello che è l’avanguardia del mondo enoico.

L’autenticità e l’identità forte di un territorio è stata valorizzata dalla sua famiglia.

Il packaging delle bottiglie e delle etichette è molto curato, il materiale promozionale dell’azienda è completo ed esaustivo. Mentre la sentivo parlare e mi guardavo pensavo a quanto avrebbero da imparare tante aziende italiane solo guardandosi un po’ intorno e aprendo un po’ gli occhi.

Storia dell’azienda

Lidio Carraro Boutique Winery nasce nel 1998 seguendo la tradizione vitivinicola della famiglia Carraro che 5 generazioni mette la sua passione e il suo lavoro nel mondo del vino. Dopo aver impiantato nuovi vigneti nel Sud del Brasile, nelle zone Vale dos Vinhedos e Encruzilhada do Sul, nel 2002 vengono prodotte le prime bottiglie. Lidio Carraro è stato uno dei pionieri della moderna viticoltura che combina lo studio verso le nuove tecnologie di lavoro in vigna e di vinificazione in cantina mantenendo allo stesso tempo il “terroirs”. In questa linea tutti i vini prodotti dall’azienda sono vinificate in acciaio, questo per la filosofia aziendale che cerca di valorizzare il più possibile il vitigno e la tipicità di tale impiantato nei vigneti di proprietà.

Questo permette di produrre grandi vini, al top della qualità nella produzione enologica brasiliana

lidio carraro famiglia

Il Team della Lidio Carraro è composta da:

-         LIDIO CARRARO responsabile dell’azienda che guida tutti i lavori nei vigneti.

-         ISABEL CARRARO responsabile amministrativa

-         PATRICIA CARRARO responsabile commerciale e marketing

-         JULIANO CARRARO wine-maker con un’occhio di riguardo alla parte di produzione

-         GIOVANNI CARRARO e MONICA ROSSETI sono gli enologi che curano tutte le fasi di lavorazione con l’obiettivo della qualità massima.

Come si vede l’azienda è completamente a conduzione familiare, proprio come piacciono a me. E questo viene trasmesso completamente dalla brava e bella Patricia.

Degustazione Vini

I vini prodotti dall’azienda sono divisi in due linee : SulBrasil Reserva da Serra e Lidio Carraro ( Grande Vindima, Elos, Singular ).

nebbiolo lidio carraro
La prima è una linea più semplice, più immediata con prevalenza data alle caratteristiche fruttate e floreale. La seconda è la linea di punta, dove predomina la struttura e il corpo.

RESERVA DA SERRA BRUT -SulBRASIL (***)

E’ un brut ottenuto da uve chardonnay e pinot nero vinificato con Metodo Charmat.

Le uve sono raccolte nei vigneti di Lands of  Encruzilhada do Sul -Serra do Sudeste Region e Vale dos Vinhedos. Il terreno argilloso e marnoso arenacee, con roccia granitica e basaltico.

Il colore è un giallo paglierino molto inteso, brillante. Il perlage è abbastanza fine e continuo. Al naso presenta profumi fruttati e floreali molto intensi. In bocca è cremoso e con una buona acidità. Sentori mela verde e ananas predominanti.

RESERVA DA SERRA MOSCATEL -SulBrasil  (***)

Vino dolce ottenuto da uve Muscat. E’ un vino frizzante naturale ottenuto dai vigneti Vale dos Vinhedos. E’ un vino aromatico , il profumo è fruttato con note di pesca e rosa.

In bocca troviamo agrumi (arancia e limonte), fragola .

RESERVA DA SERRA MERLOT / CABERNET SAUVIGNON 2005(***)

Vino ottenuto da uve Merlot 60% e Cabernet Sauvignon 40%. I vigneti si trovano Lands of  Encruzilhada do Sul -Serra do Sudeste Region e Vale dos Vinhedos. Il terreno argilloso e marnoso arenacee, con roccia granitica e basaltico.

Il colore è un rubino intenso. Al naso note frutta come fragola. In bocca presneta una buona struttura e persistena. Vino piacevole.

RESERVA DA SERRA CABERNET SAUVIGNON 2006 (***)

Cabernet Sauvignon 100%

Il colore è un rubino intenso con riflessi violacei. Al naso è fruttato molto intenso.

In bocca ha una buona persistenza e un buon tannino.

Anche qui il Cabernet esprime sentori tipici ma con note particolari date sicuramente dal “terroir brasiliano”

RESERVA DA SERRA MERLOT 2005  (***)

Merlot 100%

Il colore è un rubino intenso, come per il Cabernet, data la sua giovinezza. Al naso profumi complessi e caratteristici del vitigno, frutti di bosco in predominanza.

Molto equilibrato e ben fatto.

Nota: Sia per il Reserva da Serra Cabernet Sauvigno che per il Merlot il terreno si presenta come per il Reserva da Serra

>> Passiamo alla linea di Lidio Carraro Grande Vindima:

LIDIO CARRARO MERLOT GRANDE VINDIMA 2004(***)

Merlot 100%

Il colore è un rubino molto intenso. L’aroma intenso con note di frutta.

Il vino è vinificato in acciaio dove rimane per 12 mesi prima di essere imbottigliato.

LIDIO CARRARO QUORUM GRANDE VINDIMA 2004(***)

Questo vino è un assemblaggio di diversi vitigni : 35% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Tannat and 15% Cabernet Franc.

Dopo la fermentazione malolattica il vino rimane 12 mesi in vasche d’acciaio permettono un giusto blend della tipicità dei vitigni.

Profumo intenso di mora e amarene. Molto fine ed elegante. Note di caffè e cioccolato.

LIDIO CARRARO CABERNET SAUVIGNON GRANDE VINDIMA 2005(***/*)

100% Cabernet Sauvignon

Questo è un vino dal colore rubino.

Il vino rimane 12 mesi in acciaio dopo la fermentazione.

Profuno di pepe nero, tabacco, prugna. In bocca molto bilanciato ed equilibrato.

LIDIO CARRARO TANNAT GRANDE VINDIMA 2005(****)

100% Tannat

Vitigno molto diffuso in Uruguay e anche in Argentina.

Rimane 14 mesi in acciaio.

Colore rubino scuro. Aroma di frutti di bosco, ribes e mirtilli.

In bocca è pieno e potente. Il vino è molto tannico, ancora giovane ma che in prospettiva è il vino con maggiore longevità.

>> Passiamo alla linea di Lidio Carraro Elos e Singular che sono i vini più importanti dell’azienda:

LIDIO CARRARO ELOS  CABERNET SAUVIGNON/ MALBEC 2006(***/*)

80% Cabernet Sauvignon e 20% Malbec.

I vitigni sono raccolti separatamente al tempo giusto della maturazione, solo dopo la fermentazione malolattica vengono messe nella stessa vasca d’acciaio dove rimane per 15 mesi.

Aroma intenso, floreale, rosa e geranio. Note fruttate di Fragola, banan.

In bocca è persistente e bilanciato sia nel gusto che nel corpo. I tannini sono presenti ma equilibrati.

LIDIO CARRARO SINGULAR  TEMPRANILLO 2006(***/*)

100% Tempranillo

Colore rubino con riflessi violacei.

Aroma molto complesso e intenso. Sentori di caffè, noccioline, tabacco e frutta secca.

Note fruttate (frutta rossa ribes e frutti di bosco).

Lunga persistenza in bocca.

LIDIO CARRARO SINGULAR NEBBIOLO 2005(****)

100% Nebbiolo

Interessante, per me che sono piemontese la scelta del Nebbiolo in Brasile.

Il vino dopo la fermentazione malolattica rimane 18 mesi in acciaio. Il vino quando viene imbottigliato non viene filtrato.

Colore granato con riflessi che tendono leggermente all’aranciato. Con l’invecchiamento il colore del Nebbiolo tende sempre più all’aranciato.

Al naso è molto fruttato con note di prugna e ciliegia. Molto complesso con note floreali di viola tipiche del Nebbiolo in Piemonte.
Rispetto al Nebbiolo nostrano i profumi risultano più “grezzi”, un po’ sporchi ma non per mancanza di pulizia ma sicuramente per la particolarità del terroir del Brasile.

In bocca il tannino è ben presente ma sicuramente meno di un Nebbiolo di pari anno prodotto in Piemonte. Questo sicuramente per la diversità del territorio.

Pieno in bocca e molto persistente. Molto interessante.

lidio carraro azienda

LIDIO CARRARO VINICOLA BOUTIQUE

RS 444, km21 - Vale dos Vinhedos - Phone/Fax : 55.54 3459 1222/1223

95700-000 Bento Gonçalves - RS - Brasil

vinhos@lidiocarraro.com

www.lidiocarraro.com

Dolci gocce d’oro

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on febbraio 5th, 2009

Gli appassionati già lo sanno ma i meno esperti spesso si chiedono come mai un vino è dolce ?

Semplice, è presente una quantità di zuccheri che conferisce al vino piacevoli dolcezze e morbidezze.

Vendemmie tardive, appassimento artificiale, muffa nobile, …

Tutto avviene nel vigneto al momento della vendemmia, qui si decide quanto lasciare ancora i grappoli sulle piante. Ad inizio autunno gli acini cominciano la loro lenta surmaturazione, in seguito si sviluppa, in percentuale diversa a seconda della varietà e dell’annata, la muffa nobile chiamata Botrytis cinerea. L’acino inizia a perdere buona parte del quantitativo di acqua in esso contenuto, poi con l’attacco del fungo la buccia si frantuma permettendo un’ evaporazione maggiore. Questo, definito appassimento naturale, avviene esclusivamente in alcune zone europee che godono di condizioni micro-climatiche particolari e che favoriscono questo fenomeno. In genere le condizioni sono influenzate dalle nebbie mattutine che avvolgono i corsi d’acqua che si trovano nelle vicinanze e dal calore giornaliero che crea un alto tasso d’umidità. Il rischio di fallimento è molto alto, poiché un’eccessiva umidità può trasformare la muffa in marciume, con la possibilità di non produrre alcun vino.

Più semplice e meno soggetto a particolari rischi è l’esecuzione dell’appassimento artificiale, le uve sono raccolte a piena maturazione e solo inseguito alloggiate in appositi locali termo-regolati dove perderanno gran parte del loro volume.

Questi metodi hanno un unico scopo, quello di arricchire la polpa dell’acino di zuccheri e di concentrarne gli aromi. Grazie all’alto contenuto zuccherino dei mosti le fermentazioni sono bloccate volontariamente lasciando nel vino una gradevole sensazione di dolcezza, più o meno marcata a seconda delle tipologie da produrre.
L’Europa ha zone ben definite per la produzione di vendemmie tardive e di vini botryzzati, forse i più famosi sono i “muffati” di Sauternes, ma anche Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, oltre alla stessa Francia, contribuiscono ad arricchirne il panorama.

La degustazione

Germania:

I vigneti della Mosella-Saar-Ruwer oltre a quelli del vicino Reno hanno le caratteristiche per originare straordinali Riesling dolci di diverso livello. In Germania come in Austria la legislatura prevede la classificazione dei vini in base al grado zuccherino presente nei mosti al momento della vendemmia.
Gli Auslese sono il livello più alto dei vini dolci senza l’attacco della muffa, sono frutto di selezioni dei migliori acini vendemmiati surmaturi, per molti produttori della Mosella rappresenta la tipologia più prestigiosa, salvo quelli che producono dei vini botritizzati. Sono elaborati con residui zuccherini più o meno marcati a seconda dell’ annata o delle preferenze del produttore. Questa piacevole dolcezza li renderà amabili e morbidi, sensazioni ben bilanciate dalla tradizionale acidità del vitigno. La Botrytis concorre nella tipologia Auslese Goldkapsel, una speciale selezione prodotta solo in determinate annate, mentre i livelli massimi si raggiungono nelle tipologie Beerenauslese e Trockenbeerenauslese.

Riesling Kanzem Altenberg Auslese 2006 - Von Othegraven

È un vino di immediata espressione, di grande finezza e freschezza e nello stesso tempo dotato di buona profondità. Le note ci riconducono al bouquet di fiori, erbe aromatiche, agrumi e sfumature minerali. La bocca esalta l’eleganza, attacca cremoso e fruttato, poi scatta via con agilità e brio. Il finale ci dà un vino di pregevole equilibrio, la percezione di dolcezza è ben bilanciata dall’acidità e ritorna su note di pompelmo, mela verde e limone. Ha classe, molto buono. (Prezzo: CAVE SA fr. 41.00)

Italia:

In generale in Italia per la produzione di vini dolci è utilizzata la tecnica dell’appassimento artificiale, le uve destinate ai vari Passiti, Vin Santo, Recioto, … sono raccolte a piena maturità ed essicate per un tempo che raggiunge anche qualche mese. Esistono alcune eccezioni come il Picolit, una varietà autoctona friulana, una produzione piuttosto scarsa a causa di un particolare fenomeno naturale che prende il nome di acinellatura dolce o aborto floreale: soltanto alcuni acini (appena 10-15) del grappolo giungono a completa maturazione dando luogo a uve estremamente ricche di zuccheri.

Picolit 2005 - Ronco delle Betulle

In mezzo ad alcuni mostri sacri si difende lodevolmente, esprime aromi puliti e maturi di albicocca, miele ed erbe di montagna. Ha un attacco opulento, caldo  e di rilevante dolcezza, sensazioni solo parzialmente bilanciati dalla freschezza. Termina con un retrogusto un po’ troppo amarognolo e su note d’agrumi. (Prezzo: Pedrini Vini fr. 44.00

Francia: Sud-Ovest

Il vigneto di Gaillac si estende a 50 km. a nord di Tolosa nella regione definita Sud-Ovest, rappresenta una delle aree viticole più antiche della Francia. Si suppone che sia stato uno dei primi centri di produzione viticola della Gallia, in seguito i vini erano trasportati lungo la Garonna fino all’Atlantico, da cui per tutto il medioevo raggiungevano l’Inghilterra. Sotto la denominazione Gaillac doux si trova una paletta di vini di grado zuccherino diverso, vini che spaziano dalle vendemmie tardive ai botrizzati. Per avere diritto alla specificazione «doux» i vini devono avere un tenore zuccherino residuo minimo di 45 grammi per litro e prodotti in modo originale da varietà autoctone come l’Ondenc, Loin de l’œil  il Mauzac.

Gaillac Ondenc 2000 - Robert Plageolles

L’Ondenc è una varietà con poca intensità aromatica, si presenta con discrezione ed esprime sfumature di agrumi e idrocarburi. Ha un attacco morbido, leggermente dolce, poi si sviluppa, soprattutto nella prima parte della bocca, con finezza ed equilibrio. Il finale è piacevolmente  fruttato, con discrete sensazioni.

Francia: Alsazia

Le caratteristiche microclimatiche alsaziane protraggono le vendemmie fino a tardo autunno. Le prime raccolte sono chiamate vendemmie tardive (VT), i produttori devono garantire un grado alcolico potenziale minimo di 14%, in seguito gli acini rimasti nelle vigne sono attaccati della Botrytis, la durata di questo fenomeno può durare da 3 a 5 settimane. Per ottenere la denominazione Sélection de grains nobles (SGN) è necessario un grado alcolico potenziale minimo di 16.4 °. Entrambe le tipologie sono prodotte esclusivamente a partire dalle quattro varietà nobili e cioè: Gewürztraminer, Pinot Gris, Riesling e Muscat. I grandi vini alsaziani hanno il vantaggio di poter essere apprezzati in modi diversi: giovani (meno di 3 anni), presentano le caratteristiche varietali del vitigno dominante, maturi (tra i 5 e i 50 anni) esprimono le caratteristiche di un territorio sempre unico.

Riesling Muenchberg Grand Cru V.T. 2004 - OstertagÈ un po’ contraddittorio nella sua espressione e pecca di gioventù. È reticente nell’espressione aromatica, chiuso e poco espressivo, anche se ci fa percepire maturazione e potenzialità a venire. Anche al gusto lascia belle sensazioni espresse singolarmente ma  non ancora ben orchestrate nell’ottima struttura generale. Un vino che esprimerà la sua vera personalità solamente con il passare del tempo. (Prezzo: CAVE SA fr. 54.40)

 

Francia: Bordeaux

I vicini comuni di Sauternes, Barsac, Bommes, Preignac e Fargues corrispondono all’area di produzione di Sauternes e Barsac dove si produce uno dei vini dolci più conosciuto al mondo. Con l’aiuto delle nebbie autunnali e dell’umidità provocata dal vicino fiume Ciron, gli  acini sono attaccati dalla Botrytis cinerea. La vendemmia è quindi particolarmente lunga, da quattro ad otto settimane, e la cura e la delicatezza necessarie costituiscono il prezzo della qualità. Nelle vigne l’evoluzione del fungo  non è omogenea, gli acini devono essere raccolti uno per uno, nel loro momento migliore, con vendemmie successive. Questa tecnica si chiama “vendages par tries” e consiste nel tornare più volte (da 5 a 10 volte) nelle vigne, per raccogliere soltanto gli acini già attaccati completamente dal fungo.   Solamente gli châteaux meglio situati e gestiti sono in grado di produrre questo nettare, mentre il Sauternes generico è un vino bianco dolce comune. Il Sémillon è, senza dubbio, il re dei vitigni di Sauternes, occupa più dell’80% della coltivazione (in alcuni châteaux addirittura il 100%), sviluppa perfettamente le virtù dei terreni ed è facilmente attaccabile dalla muffa nobile. Alcune volte può dare luogo a vini grassi a bassa acidità, per questo motivo è spesso associato al Sauvignon Blanc, che al contrario, ha un aroma intenso e una buona acidità.

Sauternes Château Coutet 1998Ha un carattere speziato e maturo, emergono sfumature di cenere, zafferano, pepe bianco, sottobosco, miele, … È  ampio e sviluppa la sua dolcezza con un bell’equilibrio, ha energia ed un finale completo e caratterizzato da note di mandorla amara, agrumi, tartufo, speziature e sfumature minerali. Un vino fine che sopporterà senza alcun problema altri anni d’invecchiamento. (Prezzo: CAVE SA fr. 53.30)

 

Francia: Loira

Bonnezeaux, Vouvray, Couteaux de Layon, Quarts de Chaume, la Valle della Loira ha una forte tradizione nell’elaborazione di vini dolci, nettari generati dallo Chenin Blanc e con una particolare capacità d’invecchiare. L’area della denominazione Bonnezeaux si sviluppa su soli 90 ettari nell’omonimo comune situato sulla sponda destra del fiume Layon, uno degli affluenti della Loira. Le rese non superano i 25 hl. per ettaro, le vendemmie sono eseguite a “tries” su acini, salvo eccezioni, attaccati dalla muffa nobile.

Bonnezeaux Château de Fesles 2005

Al momento di stabilire la sequenza dei vini abbiamo avuto un momento di sconforto. Sa di tappo !!!
In genere quando succede questo si elimina il vino dalla degustazione, ma visto le aspettative ci siamo detti: proviamolo lo stesso. Che peccato, sarebbe stato splendido …,ha comunque grande materia, ma non dubitiamo di poterlo riassaggiare in una prossima occassione. (Prezzo: CAVE SA fr. 41.00)

Svizzera: Vallese

“Mi-flétris, flétris o Grain Noble”, il Vallese possiede una lunga tradizione nell’appassimento naturale. Gran parte delle aziende producono vini più o meno dolci a seconda del grado di appassimento e dell’andamento delle annate. I risultati sono straordinari e riconosciuti dagli esperti, la punta di diamante è racchiusa sotto il marchio Grain Noble Confidentiel. Fu istituito nel 1996 come difesa della tipologia, i vini che ne fanno parte devono sottostare a diverse condizioni. Queste limitano la produzione a sei vini: Amigne, Petite Arvine, Ermitage, Johannisberg, Malvoisie e Païen. È imposto l’invecchiamento in barriques per un periodo minimo di 12 mesi. È definita la posizione e l’età delle vigne (minimo 15 anni), il grado zuccherino minimo dei mosti (130° Oechslé) con il divieto di eventuali correzioni zuccherine. 

Arvine Grain Noble 2003 - Marie Therès Chappaz

Già visivamente esprime tutta la sua opulenza, nel bicchiere infatti si muove lento ed estremamente concentrato. Gli aromi sono “confit”, mela cotogna, miele, albicocca, scorza d’arancia, … È dolcissimo, caldo e sciropposo, manca di freschezza e vivacità. “Troppo” in tutto il suo percorso. I Grain Noble di  Marie Therès Chappaz sono conosciuti per il loro equilibrio, ma in quest’annata risulta un vino estremo, poco scorrevole e un po’ stucchevole.

Austria: Burgerland 

Il Burgenland si trova al confine con l’Ungheria, è la regione principe per la produzione dei vini dolci austriaci. Il calore e le nebbie che si alzano in autunno dal Lago Neusiedl generano lo sviluppo della Botrytis, dando origine ai famosi Trockenbeerenauslese di cui lo storico Ausbruch rimane uno dei maggiori rivali. Dopo lo scandalo del 1985 sono state introdotte nuove leggi molto restrittive e finalizzate alla rivalutazione della qualità e dell’immagine internazionale. Queste permettono di classificare esattamente i vini in base al contenuto zuccherino delle uve al momento della vendemmia. Le uve utilizzate per la tipologia Beerenauslese sono frutto di vendemmie tardive o caratterizzati da un leggero attacco della muffa nobile. Sono vini dolci con un grado di zucchero residuo minimo di 45 g. per litro. La dolcezza caratterizza in maniera predominante la tipologia dei vini Trockenbeerenauslese, elaborati da uve selezionate ed attaccate in maggiore percentuale dalla muffa. I vini di Rust erano già conosciuti nel XVII secolo e ancora oggi il nome della cittadina resta inscindibile dal suo vino. Il suo nome deriva dal particolare metodo di pigiatura chiamato appunto Ausbruch e simile a quello usato in Ungheria per la produzione del Tokaji Aszù. Il metodo consiste nell’aggiungere la pressatura degli acini attaccati dalla muffa nobile al mosto di tipo Spätlese e Auslese per fermentarli assieme. Dopo alcuni anni bui questo vino è rinato trovando le energie in una nuova generazione di vignaioli che si sono uniti sotto il marchio “Circe Ruster Ausbruch”. Tuttavia la vinificazione si è decisamente modernizzata, in molte aziende non si aggiunge più gli acini al mosto, ma si pigiano direttamente le uve botrizzate per poi farle fermentare per ottenere vini di qualità Beerenauslese. In questo caso una falsificazione del vero metodo Ausbruch.

Ruster Ausbruch 1995 - Heidi Schröck

Ecco la delusione della serata, è poco espressivo, difficile da descrivere per la mancanza di finezza aromatica. Anche in bocca è sullo stesso registro, non è equlilibrato e presenta una nota amara finale che ci disturba.

Ungheria: Tokaj

La regione più importante dell’Ungheria è Tokajhegyalja (Tokaji) ed è conosciuta in tutto il mondo per il suo vino passito da cui deriva il nome Aszù. I vigneti si trovano attorno alla città di Sàtoraljavjhely ed in altri 27 villaggi viticoli tra cui Tokaji. Il clima è caratterizzato da autunni lunghi e assolati e con mattinate nebbiose che favoriscono lo sviluppo della muffa nobile. Come in tutte le regioni dove sono prodotti questa tipologia di vini, lo sviluppo della Botrytis non è garantito e non è omogeneo in tutte le annate, sono quindi prodotti solamente quando le uve Furmint, Harslevelü e Muscat de Lunel raggiungono il perfetto livello di maturazione richiesto. La vinificazione degli Aszù è unica e viene eseguita nella seguente procedura: le uve vengono raccolte acino per acino man mano che sono avvolte dalla muffa nobile, sono pigiate in modo da ottenere una pasta concentrata di uva appassita; questa sarà posta in una gerla da 25 kg. dette “puttonyos”  e aggiunta a un vino base ottenuto in precedenza, tale aggiunta provoca un processo di rifermentazione che produrrà il vino Aszù. Al vino base si possono addizionare da 3 a 6 puttonyos per ogni 136 litri, tale quantità determinerà il livello di dolcezza dei vini:  

Tipologia

Zucchero min. x litro

Invecchiamento min.

Aszù 3 Puttonyos

60 g.

3 anni

Aszù 4 Puttonyos

90 g.

4 anni

Aszù 5 Puttonyos

120 g.

5 anni

Aszù 6 Puttonyos

150 g.

6 anni

Aszù Essencia

180 g.

8 anni

 

Il Tokaji “Aszú Essencia” è un vino molto raro, proveniente da un apposito cru il cui valore qualitativo supera l’espressione dei Puttonyos, preparato con acini appassiti e attaccati dalla muffa nobile ed è il prodotto del mosto denso che cola dal peso degli strati di acini posti uno sopra l’altro, poi messo a fermentare in appositi boccioni di vetro per diversi anni prima di essere imbottigliato e commercializzato. Un concentrato dolcissimo, che raggiunge anche i 240 grammi a litro di zuccheri naturali e che difficilmente riesce a superare un volume alcolometrico di 6%.

Tokaj Aszú 5 puttonyos 2003 - Samuel Tinon

Ecco la “star” della serata, un vino di grande spessore ed armonia. Si presenta in una veste colore ambra di bellissima luminosità e brillantezza. Il timbro aromatico è caldo, fine ed intenso: uva appassita, albicocca, fichi, datteri, spezie, funghi, botrite … Al gusto è elegante, ha un attacco opulento ma tonico e vibrante, ci dà un’equilibrata e piacevolissima dolcezza  (210 g/l di zuccheri residui !) ed un finale di formidabile livello. Un grande vino. (Prezzo: CAVE SA fr. 65.00)

Rudi Pichler a Wachau

Posted By Stefano Ghisletta on ottobre 30th, 2008

Rudi Pichler gestisce dal 1994 una piccola azienda familiare nella regione di Wachau, la superficie coltivata è di soli 6 ettari suddivisi in 28 piccoli appezzamenti di vigneto a cui si aggiungono altri 4 ettari in affitto. Sono coltivati esclusivamente con varietà bianche, in prevalenza Grüner Veltliner (55%) e Riesling (35%) con piccole percentuali di Weissburgunder, Chardonnay e Roter Veltliner. I vigneti, alcuni dei quali con ceppi fino a 50 anni d’età, sono situati nei migliori crus della zona, infatti i nomi di Hochrain, Kollmütz, Achleiten e Kirchweg corrispondono alle zone viticole di maggior pregio. La produzione è di circa 48′000 bottiglie ed è basata sull’elaborazione di vini bianchi secchi delle tipologie Federspiel e Smaragd e alcuni vini dolci della tipologia Beerenauslese.

Il vigneto Kollmutz

Wachau Smaragd “Kollmutz” Gruner Veltliner 2002
Quandi lo guardi ti sorride, si veste di un luminoso e brillante dorato, mentre quando lo vedi roteare nel bicchiere ti mostra tutta la sua consistenza. Per esprimere la sua maturità e la sua finezza ha bisogno di una temeratura attorno ai 12°, esprime note agrumate, fiori di montagna e una fine mineralità. L’attacco è grasso, cremoso ed equilibrato, il finale è molto lungo e completo ed è personalizzato da note fruttate e da una straordinaria mineralità. Un vino bianco che benchè abbia già 6 anni è giovane ed in grado di sopportare un ulteriore e lungo invecchiamento. Molto buono, siamo alle porte dell’eccellenza.

Il vigneto Achleiten

Wachau Smaragd Riesling “Achleiten” 2002
Un vino elegante, di grande piacevolzza il frutto è maturo, sfumato da leggere note di idrocarburi, miele, fiori secchi. Al gusto è un purosangue, vibrante e nervoso, teso verso un lungo finale minerale. Molto buono

Rudi Pichler Weingut
Wösendorf - Wachau (Austria)

I vini principali

Grüner Veltliner Federspiel
Grüner Veltliner Smaragd Terrassen
Grüner Veltliner Smaragd Kollmütz
Grüner Veltliner Smaragd Hochrain
Grüner Veltliner Kollmütz Reserve

Riesling Federspiel
Riesling Smaragd Terrassen
Riesling Smaragd Steinriegl
Riesling Smaragd Kirchweg
Riesling Smaragd Achleithen

Viaggio attraverso la Mosella

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 19th, 2008

Trier è il luogo ideale per iniziare la nostra discesa lungo la Valle della Mosella, 45 chilometri di percorso tortuoso caratterizzati da meravigliosi scenari fino raggiungere Bernkastel. La città di Trier (Treviri), situata a una quindicina di chilometri dal confine con il Lussemburgo, è considerato il principale centro industriale e commerciale della valle. Fu fondata dall’Imperatore romano Augusto con il nome di Augusta Treverorum nel 16 avanti Cristo ed è la città più antica di tutta la Germania. Capitale dell’Impero Romano d’occidente fu la residenza di sei imperatori, divenendo la seconda città romana per importanza dopo Roma. I Romani hanno lasciato tracce indelebili: la Porta Nigra, le terme imperiali, l’anfiteatro, il foro ed altri reperti sono tuttora ben visibili e sono considerati i simboli della città. In questo periodo introdussero la cultura della vite impiantando i primi vigneti che con il tempo sono divenuti la caratteristica principale della valle. Sembra che l’uva allora coltivata sia il corrispondente dell’Elbling una varietà autoctona ancora molto lavorata (il 10% della superficie) nell’alta valle e utilizzata come base per la produzione dei vini spumanti metodo classico chiamati Seckt.

Trittenheim
Lungo la Mosella si susseguono zone e località vitivinicole di incomparabile bellezza e di interesse storico culturale. Chilometri di scoscesi pendii profondamente caratterizzati dalla viticoltura seguono il sinuoso percorso del fiume e il panorama richiama alla mente l’idea di un “anfiteatro” naturale. In molti luoghi i vigneti hanno una pendenza mozzafiato: il primato del più ripido d’Europa va a “Calmont” presso Bremm, che vanta pendii di 55° e un’altezza di 380 metri. Queste caratteristiche del terreno hanno reso la coltivazione molto difficile e faticosa impedendo qualsiasi meccanizzazione del lavoro. Scendendo il fiume il primo comune viticolo di spessore che incontriamo è Trittenheim, qui spicca il vigneto Trittenheimer Apotheke dove vari produttori elaborano Riesling che benchè non sono considerati tra i migliori sono di buona consistenza e personalità. I terreni meglio esposti sono di proprietà di Milz-Laurentiushof, dove da diversi anni si producono vini d’indiscutibile valore. Dal 1520 la famiglia Milz è attiva nella viticoltura, oggi l’azienda diretta da Markus Milz lavora 6.5 ettari interamente occupati dal Riesling. È il maggiore produttore di Trittenheim, possiede la totalità dei vigneti di Leiterchen e Felsenkopf mentre detiene le migliori parcelle in quelli di Apotheke e Altärchen da cui secondo le annate si elaborano vini delle tipologie Kabinett, Spätlese ed Auslese.

Piersport
Il primo prestigioso vigneto che incontriamo è quello di Piesporter Goldtröpfchen situato più a valle nell’omonimo comune, questo consiste in uno splendido anfiteatro naturale in cui è inserita la piccola enclave del Domherr (abate). La traduzione del nome “piccola goccia d’oro” si riferisce al prezioso mosto dolce proveniente da acini dorati. Oggi copre una superficie totale di 65 ettari di cui 4 ettari appartengono alla famiglia Haart. Il nucleo del vigneto è rappresentata dal “Theaters” i cui pendii sono rivolti verso sud, sud-ovest, riparati dai freddi venti e termoregolati dal corso del fiume che ne riflette i raggi solari. Un ruolo fondamentale per la grande qualità dei vini è dato dal suolo, un misto scisto-argilloso che conferisce una nota minerale intensa. I vini sono di corpo, con spiccate note aromatiche fruttate e speziate. Ciò conferisce ai vini, soprattutto quelli abboccati e più dolci, un potenziale d’invecchiamento che ha pochi riscontri in altre zone della Mosella, gli stessi vini secchi si esprimono al meglio solo dopo 4 - 5 anni. Nei vini possiamo riscontrare delle sfumature fruttate di albicocca, mela, pesca e a volte di limone, tutto ciò conferisce agli stessi grandi complessità. I 5 ettari del Domherr sono posizionati all’interno del Goldtroepfchen, la qualità dei vini grazie al perfetto orientamento verso sud del vigneto e alle caratteristiche del suolo, è pari a quella del fratello vicino. La parte migliore corrisponde alla parte bassa della collina dove si trova la parcella di Haart (0.5 ettari) da cui si ottengono vini potenti, di grande corpo, delle note quasi cremose che hanno bisogno di parecchi anni per armonizzarsi. Sulla sponda destra del fiume nel vicino comune di Wintrich si trova un altro pregiato vigneto denominato Ohligsberg. Questo era già molto famoso e prezioso nel diciannovesimo secolo, infatti già allora si pagavano prezzi molto alti sia per i terreni che per i vini. E’ situato su un pendio molto ripido è rivolto a ovest e sud-ovest e per questo i suoi vini sono chiamati “vini della sera”. Il suolo è diverso rispetto alla vicina Piesport, qui infatti abbiamo una maggiore presenza di quarzo, inoltre è più esposto ai venti con una conseguente minor influenza della muffa nobile. I vini derivanti da questa Lage sono meno opulenti e speziati.

Braunberg
Dopo Piesport la Mosella gira a sud, poi immediatamente verso nord così si raggiunge i vigneti di Brauneberg, comune che prende il nome di “montagne marroni” grazie al colore del ferro contenuto nel terreno. La coltivazione si sviluppa su 42 ettari esposti sud e sud-est. Sulla sponda sinistra del fiume si situano il Brauneberger Juffer “vecchia signora” in cui è inglobato il Brauneberger Juffer Sonneuhr un altro dei più prestigiosi vigneti della Mosella centrale perfettamente, come indica il proprio nome, rivolto verso meridione. Questi ripidi terrazzamenti sono in grado di assorbire in maniera eccellente i raggi del sole e raggiungono una pendenza del 73%, fattore che rende la viticoltura un’opera eroica. Queste terre sono esaltate dalla bravura di Fritz Haag, senza dubbio il leader dei produttori della zona.

Bernkastel e la zona dei grandi vigneti
Pochi chilometri più a valle, in direzione nord-est, raggiungiamo la cittadina di Bernkastel-Kues punto di riferimento, con i vicini comuni di Wehlen, Ürzig e Erden, della Mosella e dell’intera Germania. Questa celebrità è data dalla presenza di eccellenti aziende come Dr. Loosen, J.J. Prüm, Mönchhof … e da “mitici” vigneti come il Doctor, il Wehlener Sonnenuhr, l’ Ürziger Würzgarten, l’ Erdener Treppchen e l’ Erdener Prälat. Il più rinomato vigneto di Bernkastel è il Doctor così chiamato perché la leggenda cita che il suo vino fu utilizzato per guarire l’Arcivescovo Boemund oramai già sul letto di morte. All’inizio degli anni ‘70 i suoi confini furono sfortunatamente allargati inglobando anche i vigneti circostanti, ma vista la diminuzione della qualità dei suoi vini, gli stessi furono riportati allo stato originale cioè limitatamente all’omonima collina. Per opera di Dr. Tanisch qui fu prodotto il primo Trockenbeerenauslese della Mosella, questo contribuì a elevarne il prestigio. Bernkasteler Lay si estende tra la tenuta Dr. Loosen ed il villaggio adiacente al Doctor, il suolo è in prevalenza composto d’ardesia, produce vini ricchi, strutturati e di personalità. Graach è un piccolo villaggio situato tra i due più famosi centri di Bernkastel e Wehlen, il ripido vigneto di Himmelreich si affaccia sul fiume in direzione sud-ovest e circonda l’enclave del Domprobst. Produce vini di grande mineralità che associano l’eleganza di quelli di Wehlen e la forza di quelli di Bernkastel, sono di grande longevità, nelle migliori annate possono raggiungere vari decenni. I comuni di Wehlen e Zeltingen si suddividono la famosa Sonnenuhr, anche se Wehlen ne possiede la parte migliore. È un anfiteatro ripidissimo e roccioso che sovrasta la sponda destra della Mosella perfettamente rivolto verso sud e la sua altezza non supera i 200 metri. I suoi vini sono tra i più eleganti e sofisticati al mondo, l’ardesia che compone il suolo conferisce una vivace mineralità e una fine acidità, il finale è caratterizzato da ritorni di pesca bianca e limoncello. Il pittoresco comune di Ürzig è situato in una spettacolare ansa del fiume. Il vigneto di Würzgarten, che si trova alle spalle dell’abitato, forma un bellissimo anfiteatro composto da fiammante terra rossa di origine vulcanica. Adiacente ai vigneti di Erden si producono vini completamente diversi con aromi di frutta esotica, tropicali e speziati. Su questa collina di Erden si produce uno dei migliori vini della Valle della Mosella. Il Prälat, perfettamente esposto verso sud, si sviluppa lungo la riva del fiume nella parte bassa della collina. Ha un suolo composto da ardesia rossa e un microclima straordinariamente caldo (il più caldo), questo conferisce ai grappoli una maturazione perfetta ogni annata, infatti sono prodotti vini della tipologia Auslese. I vini sono di ineguagliabile forza e nobiltà. Lungo la sponda sinistra in faccia all’abitato di Erdner si snoda la collina di Treppchen. Il suolo composto da ardesia rossa permette di produrre vini robusti, vigorosi e complessi con un intenso finale minerale. Dopo qualche anno d’invecchiamento sanno esprimere tutto il loro vigore.

Conosciamo i Riesling della Mosella

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 6th, 2008

La Mosella è uno degli affluenti principali del Reno, sorge sui Vosgi in territorio francese e per un lungo tratto segna il confine tra il Lussemburgo e la Germania per poi dirigersi verso nord-est. Dopo aver percorso l’omonima vallata sfocia nel Reno nei pressi di Coblenza. La regione è più precisamente chiamata Mosel-Saar-Ruwer perché include anche le due vallate laterali in cui scorrono i suoi due affluenti: Saar e Ruwer.

Nel corso dei secoli il fiume ha scavato ampie anse nella roccia creando un paesaggio con caratteristiche assolutamente uniche. La parte centrale della valle che ci porta da Trier a Zell è considerata la zona enologica più prestigiosa, dove si trovano tutti i migliori vigneti. Causa la posizione geografica della Germania, situata tra il 47° ed il 50° parallelo, limite massimo per la coltivazione della vite di qualità, i vini prodotti sono quasi esclusivamente bianchi, spesso deboli, di basso grado alcolico e aciduli. Queste caratteristiche sono dovute alle precarie condizioni climatiche generali, a un’ insolazione insufficiente e alle gelate tardive che impediscono il raggiungimento della maturazione ideale degli acini. Resta infatti difficile comprendere ai più, come nella Mosella Centrale si riesca a produrre tra i più straordinari, eleganti e durevoli vini bianchi al mondo. Questo si spiega con le particolari condizioni microclimatiche, la conformazione dei terreni e la scelta di un grande vitigno: il Riesling. Il suolo, principalmente composto da rocce d’ardesia grigia e rossa, permette di assorbire il calore dei raggi solari riflessi dalle acque del fiume e di regolarne il clima. Il sottile strato che ricopre le rocce costringe le radici delle viti a cercare il proprio nutrimento in profondità conferendo ai vini una forte e caratteristica nota minerale. Le elevate pendenze dei vigneti, esclusivamente quelli perfettamente rivolti verso meridione, usufruiscono dell’ideale irradiazione del sole permettendo una perfetta e lenta maturazione delle uve. Grazie al fatto che in questa zona d’Europa la filossera non si è propagata esistono vigne molto vecchie con ceppi originali, alcune delle quali ultracentenarie. Queste caratteristiche consentono di produrre tra i migliori Riesling al mondo.

Il Riesling è un’uva montana molto resistente al freddo e alle gelate, ha una maturazione tardiva e si presta all’attacco della muffa nobile. Vendemmiata tra la metà d’ottobre e l’inizio di novembre si adatta perfettamente alle condizioni microclimatiche di questa zona in quanto i suoi acini possono sviluppare eleganti aromi e intensi sapori pur mantenendo un livello d’acidità elevato che permette un lungo invecchiamento. Non è l’unica varietà coltivata, ma si trova in tutti i migliori vigneti. Nonostante il Riesling sia presente in vari paesi vinicoli del mondo questi vini rappresentano un punto di riferimento per tutti gli altri paesi produttori. Le sue origini sono misteriose ma si crede che si tratti di una varietà autoctona tedesca, i primi interessi verso questa varietà nacquero nel XIV secolo grazie ai monaci cistercensi del monastero di Eberbach che ne capirono immediatamente le potenzialità, così le vigne esistenti lasciarono il posto alla nuova varietà. Il Riesling ha la capacità di esprimere le peculiarità del vigneto d’origine ciò più di ogni altra varietà. I vini si esprimono con aromi floreali e fruttati (pesca, pera, albicocca, mela e mango, …), erbacei, speziati e minerali mentre con l’invecchiamento evolvono in sfumature di idrocarburi.

La quasi totalità dei Riesling è prodotta senza l’ausilio di botti o barriques, in Germania le tipologie sono regolamentate da una precisa disposizione che li classifica in base al grado zuccherino raggiunto dai mosti al momento della vendemmia. I vini di qualità superiore (Prädikat) possono dunque variare da secchi, abboccati e dolci, di cui i migliori rappresentanti sono certamente i Trockenbeerenauslese (TBA). Nella valle della Mosella sono soprattutto vinificati quelli appartenenti alle categorie Kabinett, Spätlese e Auslese.

I vini della tipologia Kabinett rappresentano la base della piramide, sono i più leggeri e delicati, frutto di uve con buona maturazione, sono generalmente secchi o leggermente abboccati, poco alcolici con un volume attorno al 9-10%.
Gli Spätlese sono vini più intensi, strutturati e ricchi dei Kabinett, questo perché le uve sono raccolte una decina di giorni più tardi, possono essere secchi, abboccati o fruttati a seconda delle preferenze del produttore e hanno un contenuto d’acidi piuttosto alto, pertanto l’eventuale dolcezza è solitamente coperta dalla freschezza.
Gli Auslese sono frutto di selezioni in vigneto dei migliori acini vendemmiati tardivamente e surmaturi, per molti produttori della Mosella rappresenta la tipologia più prestigiosa, salvo quelli che producono dei vini botritizzati o ghiacciati. Sono elaborati con residui zuccherini più o meno marcati a seconda dell’ annata o delle preferenze del produttore. Questa piacevole dolcezza li renderà amabili e morbidi, sensazioni ben bilanciate dalla tradizionale acidità.

Storicamente i vini tedeschi erano in genere secchi, semplicemente perché non esistevano le tecnologie per arrestare le fermentazioni. Le precarie condizioni climatiche permettevano quasi esclusivamente vini aciduli e aspri e solo in eccezionali circostanze si potevano elaborare vini dolci. Con l’avvento di nuove tecnologie la possibilità di produrre vini con zuccheri residui non fu più un’esclusiva delle condizioni favorevoli dell’annata ma bensì una decisione dei produttori. Dapprima la dolcezza fu utilizzata per mascherare la mediocrità di molti vini ma ora grazie ma all’avvento di una nuova generazione di produttori, questi vini rappresentano il perfetto equilibrio tra dolcezza, acidità e struttura favorendo una piacevole beva.
Le tipologie spaziano da “dry, medium-dry a fruity”, sono determinate del produttore in riferimento al valore dell’annata in questione.
Con il termine “dry” sono intesi vini secchi con un volume alcolico a seconda del grado di maturazione delle uve, lo zucchero residuo non supera i 9 g/l.
Con “medium-dry” s’intendono vini abboccati che presentano un leggero tenore zuccherino residuo non superiore ai 18 g/l., quindi percettibile ma bilanciato da una pregevole acidità.
Fruity” è una terminologia del tutto ufficiosa non riportata in etichetta, sono vini con un residuo zuccherino maggiore e di conseguenza presentano un grado alcolico minore, inferiore ai 9.5°. La percezione al palato degli zuccheri residui è influenzata del livello di acidità nel vino, più questo sarà elevato meno la dolcezza sarà percettibile.

Visto che le classificazioni sono determinate dal grado di zucchero presente nel mosto al momento della vendemmia l’etichetta non ci indicata la quantità di zucchero residuo che troviamo nel vino. L’unica indicazione ci è fornita dal tenore alcolico svolto in quanto più questo è elevato meno sarà elevato quello potenziale. Più il livello di maturazione delle uve è superiore aumenta la capacità d’invecchiamento di questi vini, infatti i migliori vini “dry” garantiscono una durata tra i 4 e i 7 anni, mentre i migliori vini “fruity” hanno la capacità di durare 30 o più anni.

 

Tipo

Struttura

° Oe

Alcol max

Dry

Medium-Dry

Fruity

Kabinett

leggero

70 min.

9-10.5%

8.5-10.2%

8-9.6%

7.2-8.5%

Spätlese

medio

76 min.

10.5-12.5%

10-12.2%

9.5-11.7%

7.7-9.7%

Auslese

medio-strutturato

83 min.

11.5-14%

10.7-13.7%

10.3-13.1%

8-10.8%

 

La Mosella è una delle poche regioni in grado di beneficiare degli influssi della botrytis cinerea, uno splendido regalo della natura. Portata dalle nebbie mattutine che si sviluppano lungo il corso del fiume la muffa nobile attacca gli acini favorendo l’evaporazione dell’acqua contenuta e lasciando un mosto concentrato di zuccheri e aromi.
Sono vini dolci da dessert che a seconda del grado di sviluppo della muffa originano tre diverse tipologie di vini: Auslese Goldkapsel, Beerenauslese e Trockenbeerenauslese.

Auslese Goldkapsel è un termine utilizzato da alcuni produttori per definire delle speciali selezioni che si distinguono dalle altre per un attacco della muffa nobile di circa il 50%. Quando in annate speciali l’attacco raggiunge livelli superiori i vini sono definiti Auslese Long Goldkapsel.
I Beerenauslese prevedono una maggiore ricchezza zuccherina dei mosti, infatti in questo caso l’attacco della muffa è maggiore; sono vini caratterizzati da una spiccata presenza di zuccheri residui.
Il top di questa categoria è rappresentato dai Trockenbeerenauslese, vini rari straordinariamente dolci, intensi e complessi ottenuti da acini completamente appassiti dalla muffa.

La Germania è una delle poche zone al mondo, assieme al Canada, all’Austria e la parte settentrionale degli Stati Uniti ad avere le condizioni ideali per produrre gli Eiswein. Le uve dei “vini di ghiaccio” hanno la particolarità di essere vendemmiati in notturna nel mese di gennaio a una temperatura di -7°C, questo permette di ghiacciare l’acqua contenuta negli acini concentrando il mosto zuccherato.

 

Tipo

° Oe

Alcol totale

Beerenauslese

110 - 150

15.3%

Eiswein

110 - 150

15.3%

Trockenbeerenauslese

150 +

21.5%

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