Figli di un Dio Minore: D.o.c Montescudaio

La Toscana, grande Terra di Vini blasonati e conosciuti in tutto il mondo, ma oltre al Brunello, Chianti, Bolgheri e Sassicaia non bisogna dimenticare le altre D.o.c, altrettanto interessanti anche se meno famose, come ad esempio la zona di Montescudaio da cui prende il nome la zona di origine controllata.
Un territorio vocato fin dall’epoca degli Etruschi. Questo il filo conduttore che lega le aziende del Consorzio di Montescudaio. Quattordici gioielli vinicoli incastonati in un paesaggio toscano influenzato dal mare – la Doc, infatti, comprende tutti i comuni della Val di Cecina, esclusa Volterra.
Nel 1092 Gherardo della Gherardesca, dona al monastero da lui stesso fondato, una chiesa, vigneti ed altri benefici, riservandosi il diritto di eleggere la Madre Superiore. Il vino è da sempre, quindi, uno dei prodotti portanti dell’economia locale di Montescudaio ed, in generale, dei comuni della valle del Cecina. All’inizio del XX secolo costituisce senz’altro, insieme all’olio, il prodotto più importante per incrementare lo scarso reddito delle popolazioni residenti. Ma è solo dopo la seconda guerra mondiale che le cifre si fanno importanti: grazie al miracolo economico ed alla ripresa dei consumi, il vino di Montescudaio è sempre più richiesto, soprattutto come vino sfuso, venduto a botti o damigiane. Dietro la scia della domanda, si piantano nuovi vigneti, si comincia timidamente ad imbottigliare, seguendo l’esempio del più famoso Chianti, e cominciano a germogliare le prime idee di aggregazione tra produttori.
Nasce, così, nel 1968 la Sagra del Vino, voluta da alcuni illuminati produttori, che intuiscono le ottime possibilità di collegare turismo e conoscenza diretta del territorio al vino. Successivamente, nel 1977, Montescudaio ottiene la DOC che prevede due tipologie: un rosso a base di sangiovese, trebbiano, malvasia, e altre varietà come canaiolo e colorino, ed un bianco, a base di trebbiano, malvasia e vermentino, che può essere prodotto anche come Vin Santo, secco, semisecco o dolce. Il territorio interessato è piuttosto vasto, ma è complessivamente caratterizzato dal microclima indotto dal fiume Cecina e dalla presenza di terreni vocati soprattutto sulle fasce collinari, fino a rilevanti altitudini, come ai circa 450 m. di Montecatini Val di Cecina.
La DOC è impostata secondo la più classica delle toscanità vinicole chiantigiane così come erano intese nell’euforia degli anni 60, quando si guardava soprattutto alla quantità prodotta e molto poco alla qualità. L’aggiunta di trebbiano al rosso è molto significativa in questo senso. Oltretutto, la DOC esce in un momento in cui l’espansione dei consumi di vino di scarsa qualità e basso prezzo conosce un’improvvisa interruzione. Occorre arrivare agli anni 90 perché le cose comincino a cambiare in maniera abbastanza radicale.
Nella vicina Bolgheri, il Sassicaia ed i Super Tuscans che lo hanno affiancato, mietono un successo dopo l’altro sui mercati mondiali. Si sono affacciate nuove generazioni di produttori e di enologi, convinti che la strada dell’altissima qualità sia l’unica in grado di mantenere vivo il settore, dimostrando, oltretutto, l’alta capacità di remunerazione dei vini di alta gamma.
Anche a Montescudaio si comincia ad andare in questa direzione. Castello del Terriccio, Sorbaiano, Poggio Gagliardo sono tra i primi ad uscire con vini di taglio moderno che incontrano subito i favori del mercato. Rispetto a Bolgheri c’è però una differenza sostanziale: mentre i vini bolgheresi sono prodotti in altissima percentuale da uve “francesi” come cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, syrah, con scarsa presenza di sangiovese (Satta con il suo Cavaliere è una delle rare eccezioni), nella DOC Montescudaio la realtà “sangiovese” si affianca e con successo ai nuovi stili a base cabernet. Questa realtà è recepita dal nuovo disciplinare DOC del 1999, che prevede l’utilizzo dei vitigni cosiddetti “innovativi”.
Zona di produzione:
il territorio dei comuni di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella e parte dei comuni di Montecatini Val di Cecina e Santa Luce.
Tipologie:
MONTESCUDAIO BIANCO
Si ricava da uve Trebbiano toscano almeno il 50%, altri vitigni bianchi autorizzati, 50%.
Il vino ha colore giallo paglierino brillante, odore delicato, fine e fruttato, sapore asciutto, sapido.
Gradazione alcolica minima: 11%.
Abbinamento gastronomico: antipasti delicati, crostacei e molluschi, primi piatti con salse bianche delicate di pesce, preparazioni di pesce escluse le zuppe di forte struttura.
Temperatura di servizio: 8-10°C.
MONTESCUDAIO CHARDONNAY
Da uve chardonnay per almeno l’85%
Colore giallo paglierino, odore ampio caratteristico di frutta gialla matura, banana, sapore asciutto, armonico, di corpo.
Gradazione alcolica minima: 11%.
Abbinamenti: antipasti di mare, primi piatti con salse bianche, pesce al forno.
Temperatura di servizio: 10-12°C.
MONTESCUDAIO SAUVIGNON
Da uve sauvignon blanc per almeno l’85%
Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, odore ampio vegetale e fruttato, sapore asciutto sapido, deciso.
Gradazione alcolica minima: 11%.
Abbinamenti: preparazioni di mare a base di crostacei.
Temperatura di servizio: 10-12°
MONTESCUDAIO VERMENTINO
Da uve vermentino per almeno l’85%
Colore giallo paglierino verdognolo, profumo ampio fruttato con lieve nota ammandorlata, sapore asciutto armonico.
Gradazione alcolica minima: 11%.
Abbinamenti: si accompagna bene con la cucina marinara della costa.
Temperatura di servizio: 10°C.
MONTESCUDAIO ROSSO
Si ricava da uve sangiovese per almeno il 50%, altri vitigni a bacca rossa 50%.
Il vino ha colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, odore intenso, fruttato, sapore secco sapido, caldo, buon corpo, lievemente tannico con delicata persistenza amara.
Gradazione alcolica complessiva minima: 11,5%.
Abbinamento gastronomico: antipasti di terra, primi piatti con salse rosse, carni bianche e rosse grigliate.
Temperatura di servizio: 16-18°C.
MONTESCUDAIO CABERNET
Da uve cabernet sauvignon per almeno l’85%
Colore rosso rubino cupo, odore intenso e complesso fruttato e speziato, sapore asciutto armonico di corpo.
Gradazione alcolica minima: 12%.
Abbinamento gastronomico: cacciagione e selvaggina al forno o in salsa, formaggi stagionati.
Temperatura di servizio: 18°C.
MONTESCUDAIO MERLOT
Da uve merlot per almeno l’85%
Colore rosso rubino intenso, odore fruttato dolce e gradevole, sapore pieno morbido, armonioso.
Gradazione alcolica minima: 12%.
Abbinamento gastronomico: arrosti di carne rosso e cacciagione, formaggi stagionati.
Temperatura di servizio: 18°C:
MONTESCUDAIO SANGIOVESE
Da uve sangiovese per almeno l’85%
Colore rosso rubino brillante tendente al granato con l’invecchiamento. Odore fruttato e di fiori rossi, sapore asciutto, armonico, giustamente tannico.
Gradazione alcolica minima: 11,5%.
Abbinamento gastronomico: primi piatti con salse rosse, funghi, grigliate di carne rossa.
MONTESCUDAIO ROSSO RISERVA
stesse tipologie del rosso: invecchiamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 3 in bottiglia, a decorrere dal 1 novembre dell’anno di produzione; gradazione minima 12,5%.
MONTESCUDAIO VIN SANTO
Le stesse uve del bianco selezionate e sottoposte ad appassimento naturale (minimo fino al 20 novembre dell’anno di raccolta, massimo fino al 31 marzo dell’anno successivo alla raccolta).
Gradazione alcolica minima: 16°.
Invecchiamento obbligatorio: 18 mesi negli appositi locali (vinsantaie) in recipienti di legno . Immissione al consumo non prima del 1° novembre del quarto anno successivo a quello di produzione delle uve.
Il vino ha colore ambrato più o meno carico, profumo intenso etereo, sapore aromatico, morbido con caratteristico retrogusto amarognolo.
Abbinamento gastronomico: vino tradizionale da fine pasto, si accompagna bene alla pasticceria secca, cantuccini.
Temperatura di servizio: 16°C
