Barbaresco Rabajà 2001 di Bruno Rocca
Quando si parla di Barbaresco Rabajà stiamo sicuramente riferendoci a una delle versioni più prestigiose della famosa denominazione piemontese. Un cru situato nel comune di Barbaresco posizionato in un bellissimo anfiteatro esposto verso sud-ovest ad un’altezza media di 300 metri.

L’anfiteatro di Barbaresco
Qui Bruno Rocca, uno di quei produttori che hanno contribuito a propagandare il Barbaresco nel mondo, possiede 5 ettari nella parte storica del cru, quella che confina con Camp Gross di Martinenga.

Bruno Rocca
Gli amanti del Barbaresco classico arricceranno il naso ma questo è veramente un gran bella bottiglia, giustamente evoluta e che ci regala bellissime sensazioni. Il bouquet è complesso ed esprime nitide sfumature di frutta nera, fiori secchi, balsamiche e di sotto bosco, le sensazioni date dall’invecchiamento in botti nuove sono completamente assorbite e tradotte in fini note speziate.
Al gusto da una botta d’energia, è lineare e teso, i tannini sono ben presenti e perfettamente integrati nella struttura generale. Grazie a una viva freschezza il vino si sviluppa verso un finale molto persistente, equilibrato e di grande completezza. Un vino che si beve alla grande e, che se ben conservato, potrà garantire queste caratteristiche per un’altra decina d’anni.
Insomma una gran bella bottiglia …
Tags: barbaresco rabajà, bruno rocca, degustazioni, nebbiolo, piemonte

settembre 11th, 2009 at 09:14
Settimana prossima dovrei essere in zona, spero di ritagliarmi il tempo per passare a comperarne qualche bottiglia, vendemmia permettendo…
Prosit