Tastuma Tut: un evento enogastronomico fuori dal comune
Tastuma Tut, presentazione enogastronomica di assoluto livello, è giunta alla sua quinta edizione e migliora di volta in volta. C’era una tale allegria tranquilla, amicizia e rilassatezza da sembrare un incontro informale piuttosto che una degustazione. Ma soprattutto, una volta tanto, anche i bambini si sono divertiti ed era bello vedere intere famiglie che approfittavano dello splendido evento e dello straordinario ambiente di Villa Sassi. Ho pensato perciò di raccontarlo con gli occhi e le parole di un “ragazzo” di sei anni.

Ciao a tutti! Mi chiamo Renato (ma mamma e papà preferiscono chiamarmi Tino) e dal mese di maggio non sono più un bambino, ma un ragazzo. Ho compiuto sei anni ed ormai vado a scuola, in prima elementare. Accidenti, lì si studia davvero e non abbiamo più tempo per giocare come i bambini dell’asilo. A casa devo anche fare i compiti se no la maestra mi può dare un brutto voto. Non è mai successo fino ad adesso, ma non è facile vivere con questa idea in testa. Beata mia sorellina Letizia, che ha soltanto quattro anni e può godersi la scuola materna. Non sa ancora cosa l’aspetta… A me comunque piace moltissimo andare a scuola, perché ho trovato tanti nuovi amici che sono grandi come me e con i quali possiamo parlare di tutti i nostri problemi e di tutti i giochi che abbiamo a casa. Ogni tanto ci troviamo anche fuori dalla scuola, a casa di uno o a casa dell’altro, ma difficilmente la domenica. Purtroppo, i miei genitori vogliono sempre uscire nei giorni festivi e dicono che sono ancora troppo piccolo per non andare con loro e che devo aiutarli a stare dietro a quella rompiscatole di mia sorella. Uffa… A loro piace molto il vino ed assaggiare cose speciali da mangiare e quindi molte volte devo passare ore ed ore in mezzo a bottiglie, a bicchieri ed a correre dietro a Letizia, che è proprio una peste. Che barba! A me piacerebbe almeno assaggiare un po’ di vino, ma mi dicono che sono ancora troppo piccolo (di nuovo!) e al limite mi bagnano solo le labbra. Insomma le domeniche sono molto noiose. Non vedo l’ora di diventare un uomo!!
Lo stesso stava capitando domenica scorsa. Come sempre, il giorno prima papà ha detto la solita frase: “domani andiamo in un bel posto ad assaggiare dei vini. Vedrai che ci saranno altri bambini e ti divertirai moltissimo”.
La solita tiritera, che so benissimo come finisce ed ormai faccio finta di niente. Come sempre mi sono portato qualche gioco ed un quaderno per disegnare… Oltretutto questa volta il posto dove andavamo, o la cosa che avevano preparato, non so bene, aveva un nome strano “tastuma tut”, che poi vuole dire soltanto: “assaggiamo tutto”, tanto per cambiare! In quello i miei genitori sono bravissimi. Siamo arrivati molto presto (prima di pranzo) e devo dire che la villa ed il parco che c’era intorno erano veramente molto belli (Villa Sassi, mi sembra, ma non ho visto nessun sasso…), anche se faceva ancora un po’ freddo. E’ cominciata la solita sceneggiata davanti ai tavoli con il vino. I miei hanno cominciato a parlare e salutare (conoscono quasi tutti i produttori) e mia sorella ha iniziato le sue avventure terribili: sotto i tavoli, dietro alle postazioni dei vignaioli, a toccare la fila di bicchieri all’ingresso. Insomma, un vero strazio. In quell’inseguimento siamo finiti in un’altra stanza. Improvvisamente, la cosa si è fatta interessante! Niente vini, ma tante cose dolci e non solo. Perfino la salsiccia che a me piace tanto. E la focaccia, le noccioline, tanti biscotti e tantissima cioccolata. Sono corso dalla mamma e le ho detto che avevo fame. Lei mi ha sorriso ed è venuta con me, indicandomi quello che potevo assaggiare e dare a quella belva di Letizia (lei mangerebbe di tutto!). Ovviamente un pezzetto di ogni cosa, senza esagerare. Ma io quello lo so già molto bene, dopo quella volta che avevo mangiato un mucchio di cioccolatini e mi era venuto un mal di pancia terribile, ed anche un po’ di febbre.
Devo dirlo sinceramente, non era poi tanto noiosa la giornata, per adesso almeno. Ho cominciato con delle torte salate, ma che buone! Chi le faceva aveva un nome straniero, “Chez Leila” o qualcosa del genere.
Accidenti, quelle di mamma non sono così buone ed anche mia sorella sembrava molto interessata. C’erano anche tante torte (una di cioccolata sembrava fantastica), ma quelle me le volevo lasciare per dopo. E poi c’erano dei biscotti di meliga e delle palline bianche e nere di cioccolata dei signori “Cogno” che sembrava mi chiamassero. E che buona quella salsiccia di Verduno di un posto chiamato “Cascata”. Ne avrei mangiato un piatto pieno, ma so che non potevo… Davanti all’olio c’era un mucchio di gente (mi sembrava si chiamasse “Ulivum”, ma non ne sono sicuro), ma a me non piace tanto e ho preferito prendermi un bel pezzo di focaccia dal signor “Andrea Perino”. Vicino a lui c’era anche tanto riso e sopra ci mettevano dei pezzi di pesce crudo. Mmmm… Non mi ispirava tanto, ma alla gente piaceva moltissimo e ne prendevano un sacco. Mi sembra lo chiamassero sushi (devono mangiarlo i giapponesi, credo) e chi lo preparava era “Zaccaria” insieme ad una pescheria che aveva il nome “Gallina” (non di un pesce e a me ha fatto ridere). Non pensate però che ho fatto tutto questo da solo e con Letizia. No, no. La mamma è presto venuta insieme a noi. Lei dice che si fida di me, ma io non ci credo tanto… E poi mangiava anche lei e come! “Per il vino c’è tempo più tardi, è meglio adesso assaggiare il cibo, se no poi mi ubriaco”, mi diceva ed io in fondo ero contento che stesse con noi.
Ho anche assaggiato le noccioline tostate di “Dotta”, le pesche sciroppate della “Colombera”, un cucchiaino di miele di “Vallera”, e poi tenevo d’occhio quei bei gelati che preparavano in un vero carretto come quelli che vedo ogni tanto ai giardini pubblici. Avevano un nome strano, “Gelatelier”, boh… comunque i gelati erano proprio gelati! Ed intanto il tempo passava e devo dire che non mi ero ancora annoiato.
Poi è arrivato papà, che intanto aveva finito di salutare i suoi amici produttori di vino (ce n’erano sia piemontesi come noi, ma anche di tante altre regioni) ed aveva bevuto qualche bicchiere di “bollicine” (un po’ l’ho anche assaggiato, mentre mia sorella piangeva perché voleva fare lo stesso. Ma lei è piccola, accidenti!). Era già l’una di pomeriggio e papà ha detto che era ora che mangiassimo davvero qualcosa. Ed io cosa avevo fatto fino a quel momento? Comunque non ho voluto dire niente e la mamma mi ha sorriso. Abbiamo comprato un po’ di focaccia, un pezzo bello grosso di salsiccia (non mi stancherei mai di mangiarla), del formaggio di una regione lontana (il Molise) dei signori “De Cesare” ed anche una intera torta di cioccolato, proprio quella che avevo adocchiato fin dall’inizio. Papà ha fatto finta di niente, ma so che l’ha presa per farmi contento e perché ero stato bravo… Con tutto quel ben di Dio siamo usciti fuori, nel bellissimo prato. Ormai faceva caldo e ci siamo seduti attorno ad un tavolo.
Mi sono subito accorto che il pomeriggio poteva diventare molto interessante. C’erano tanti bambini ed anche ragazzi come me. E giocavano sopra e sotto la collinetta in mezzo a tanti alberi enormi. Ho finito in fretta la torta e ho detto che il gelato lo prendevo più tardi. Non vedevo l’ora di andare in cima a quella collinetta. Sembrava veramente divertente. E poi avevo sentito dire alla mamma (piano, piano, ma io ho le orecchie buone) che non c’erano pericoli e che potevamo pure “scatenarci”. Lei sarebbe stata a darci un’occhiata, mentre papà le portava i vini da assaggiare. Non vedevo l’ora e mi sono proprio scatenato. Mia sorella ha trovato bambini piccoli come lei e mi ha lasciato in pace. In due minuti avevo già fatto amicizia e con i nuovi compagni abbiamo cominciato a fare gli indiani tra gli alberi e poi ci rotolavamo già per la collina fingendo che fosse un burrone enorme. Abbiamo anche giocato a pallone, in fondo al parco. Che bello, accidenti! Non me lo sarei mai aspettato. E vedevo che anche mamma aveva cominciato a parlare con delle altre signore che avevano i figli su quella collina piena di avventure.
Quasi, quasi mi dimenticavo il gelato… ma poi ci siamo ricordati e lo abbiamo mangiato tutti assieme, con i nuovi amici. I più simpatici erano Andrea, Giacomo, Ugo, ma anche gli altri erano bravi. Ed oltretutto mia sorella stava facendo la signora che andava al mercato e nemmeno mi guardava più in faccia. Che meraviglia!! Papà usciva con vini sempre diversi ed era molto contento e sorridente. Non ubriaco certamente. Lui non si ubriaca mai, vuole solo assaggiare, senza esagerare. Lo vedevo veramente tranquillo e rilassato. Ma tutti lì fuori, ed anche dentro, erano allegri e gentili. E facevano giocare i bambini ed i ragazzi come me in tutta tranquillità, senza stressarci. Sembrava di essere ai giardini o al mare. Più che la solita degustazione, era proprio un incontro tra amici, in allegria e spensieratezza. Per far piacere a papà ho anche voluto scrivere tutti i nomi dei produttori di vino, così ho fatto anche un po’ di compiti per la scuola … Se non sbaglio erano: Pavia, Bio Vio, Cà del Baio, Cascina Ballarin, Catabbo, Vergano, Corino Giovanni, Deltetto, Ferghettina, Fratelli Revello, Il Faggeto, La Colombera, Varone, Rialto, Tanorè, Viberti Osvaldo. Papà mi ha sorriso e ringraziato. Spero di non aver fatto errori. Che magnifica giornata!
Peccato che il tempo è passato in un attimo. Ho avuto però il tempo di conoscere ragazzi che vanno spesso alle degustazioni (con poca voglia anche loro), ma adesso che abbiamo fatto amicizia, magari ci incontreremo da qualche altra parte. Mamma e papà hanno detto che stava facendo freddo e che era ora di andare a casa. Mia sorella ha iniziato a piangere, ma solo perché voleva continuare a giocare. Io anche ero un po’ scocciato, ma alla mia età devo abituarmi a fare qualche sacrificio. Devo dire però che anche i grandi che se ne stavano andando erano un po’ tristi. Si erano veramente divertiti tutti, grandi e piccoli. Non era stato solo un “assaggiamo tutto”, ma piuttosto un “divertiamoci tutti”. Avrei scritto sicuramente dei pensierini su quella giornata.
Poi, in macchina, ho dovuto essere veramente sincero e ho detto a mamma e papà: “mi sono proprio divertito! Grazie. Quando lo fanno un’altra volta?”. Hanno sorriso contenti e mi hanno passato una mano sui capelli. Mia sorella, fortunatamente, dormiva già da un po’ e presto l’avrei fatto anch’io. Accidenti che giornata bella e faticosa. L’avrei sicuramente sognata.
Tastuma Tut
Suggestioni enogastronomiche
Sito web: http://www.tastumatut.it/index.php
Tags: enogastronomia, tastuma tut, Villa Sassi
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