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"Spesso la condotta di un uomo, riscaldata dal vino, non è che l'effetto di ciò che, negli altri momenti, avviene nel suo cuore" J. J. Rousseau
 

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Castagnier a Morey-Saint Denis

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on dicembre 1st, 2008

Nel pomeriggio ci spostiamo di qualche centinaio di metro per visitare il Domaine Castagnier. Questo è stato la scoperta di Degustateurs.com il nostro forum di riferimento sulla Borgogna, quindi visitare una piccola azienda famigliare con ben 6 denominazioni Grands Crus è stato d’obbligo.

La cantina si trova al piano interrato dell’abitazione situata nel comune di Morey-Saint Denis ad est della Nazionale 74, una zona di recente costruzione. Benché poco conosciuti i Castagnier producono vini da 5 generazioni, oggi l’azienda si avvale dell’esperienza di Guy, il padre, che si occupa della cura delle vigne e della cantina e dell’ambizione del giovane Jerôme che giunge in azienda nel 2004 dopo essere stato trombettista a Parigi nella Guardia del presidente della Repubblica.

“Il vino è come la musica, un’arte”

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Jerôme Castagnier è un ragazzo espansivo con obiettivi chiari da raggiungere; la sua esuberanza ci ricorda, per certi versi, quella Nicolas Rossignol di Volnay che abbiamo visitato l’anno scorso. Bonnes-Mares, Charmes-Chambertin, Clos de la Roche, Clos Saint Denis, Clos de Vougeot e Latricières-Chambertin. Il patrimonio viticolo è di primo piano, sono infatti poche le aziende che vantano così tante parcelle in Grand Cru, con l’obiettivo di espandersi anche in quelli di Mazis-Chambertin, Chambertin-Clos de Bèze e Chambolle-Musigny Les Amoureuses, uno dei più prestigiosi Premiers Crus della Côte.

La protezione del vigneto è affidata alla produzione integrata, che prevede l’uso di trattamenti esclusivamente se necessario; le vinificazioni non prevedono eccessive estrazioni; l’invecchiamento dei vini non supera il 30% in legno nuovo.

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La degustazione presentata da Jerôme prevede l’assaggio dei campioni dalla botte dell’annata 2007.

Chambolle-Musigny  

È frutto di una sola parcella di 0.33 ha. situata nella parte classificata “village” di Aux Echanges, ceppi impiantati nel 1934. Dà un vino delicato, improntato sul frutto, sulla piacevolezza e sulla finezza, il finale evidenzia note di piccoli frutti di bosco. Discreto  

Gevrey-Chambertin  

Due parcelle situate nel “lieu-dit” Les Seuvrées situato ad est della N74 generano un vino che alterna aromi di spezie orientali e piccoli frutti neri. Di buona complessità è potente e piacevolmente tannico va in profondità con un carattere minerale e speziato. Buono  

Morey-Saint Denis  

È composto da una cuvée le cui uve provengono per il 70% da vigne classificate Premiers Crus. Al primo naso è un po’ chiuso poi fuoriescono note di  frutta rossa. Dà un attacco morbido e uno sviluppo “rustico” classico di Morey; l’influenza del legno è discreta e ben integrata. Promette buone complessità.  

Charmes-Cambertin Grand Cru

L’unione di Charmes e Mazoyères rappresenta il vigneto più esteso di Gevrey, entrambi i crus sono autorizzati, dal 1938, all’utilizzo della denominazione Charmes-Chambertin, più facile da memorizzare. La superficie totale è poco più di 30 ettari (Charmes 12.3 e Mazoyères 18.6 ha.), dimensione che corrisponde, dopo Clos de Vougeot, al Grand Crus più esteso della Côte de Nuits. Vista l’ampiezza è difficile da descrivere e definire in quanto le variazioni del terreno e climatiche influenzano la qualità e la tipicità dei vini.  È situato nella parte bassa, tra la Rue des Grands Crus e la strada N74, ai piedi della collina. Gode di un’ottima insolazione ma è completamente esposto alla circolazione dei venti freddi, questo permette di affermare che le parcelle migliori sono quelle che si trovano nella parte alta al bordo della Rue des Grands Cru. Questa parcella di 0.39 ha. si trova nella parte alta del Mazoyères proprio sotto al Latricières, vigne di 35-40 anni d’età. Il suolo è formato da uno strato di 30-35 centimetri di spessore composto da sassi situato sopra la roccia.  

Che frutto, ha una bella esuberanza aromatica: amarena, cassis, ciliegia, di grande complessità. È ricco in entrata, poi si sviluppa vellutato e completo con un finale elegante, equilibrato e di buona lunghezza. Piace immediatamente, manca un po’ di complessità e di slancio sul finale per essere un Grand Cru di alto livello.

Clos Saint Denis Grand Cru

Clos Saint-Denis ha una superficie totale di 6.6 ettari ed è il più piccolo dei quattro Grands Crus di Morey. Qui i monaci dell’antico collegio Saint Denis de Vergy situato nelle Hautes-Côtes misero a dimora il Pinot Nero già nel 1203. Al Clos storico, che si estende su poco più di 2 ettari, nel 1936 sono state aggiunte alcune parcelle limitrofe che presentavano le stesse caratteristiche pedoclimatiche, vigneti fino ad allora classificati Premières Crus. È frazionato in 37 parcelle possedute da una quindicina di proprietari.

Questa parcella è di 0.33 ha., è dislocata proprio al centro del Clos. Al naso presenta note di ciliegia, spezie ed un bella aromaticità. In bocca è carnoso con tannini di nobile estrazione, scende in profondità con equilibrio evidenziando uno spirito speziato ed un frutto puro. Molto buono.

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Clos de la Roche Grand Cru

Clos de la Roche, si trova nella parte bassa della collina, prende il proprio nome dalla natura del suolo, un terreno molto duro da coltivare causa la presenza di roccia calcarea e ricoperto da uno strato sassoso.

Castagnier possiede 0.6 ha. nel “lieu-dit” Les Fremières. Ha le caratteristiche che dovrebbe evidenziare un Grand Cru: finezza e potenza. La texture rimarca tannini fitti e ben rinfrescati, l’allungo finale dà energia e persistenza, mentre le percezioni dolci sono ben amalgamate a note di pepe e cassis. Un vino che ci soddisfa pienamente. Molto buono.  

Latricières-Chambertin

Latricières-Chambertin è compreso tra lo Chambertin e il  Clos-de-la-Roche, il primo Grand Cru di Morey-St.-Denis. L’etimologia del termine latino “tricae” indica questo luogo “di poco valore dove la propria terra non è fertile”. Infatti il suolo è poco profondo e magro, condizioni che si potevano adattare esclusivamente alla cultura della vigna. I suoi 7 ettari sono suddivisi tra 9 proprietari che dispongono di appezzamenti che variano da 1.5 e 0.16 ettari.

Questo vino è prodotto nella zona più alta del Latricières quella che si situa immediatamente sotto il bosco, una zona fredda e, si sente. Al naso sento un po’ il legno accompagnato da cassis, liquirizia e ciliegi. Di media profondità. È diretto e teso, si allunga verso un finale di buona lunghezza dove si percepiscono sensazioni minerali, un frutto puro e spezie dolci. Buono +  

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Bonnes-Mares Grand Cru

Bonnes-Mares è l’unione tra Morey-Saint-Denis, dove occupa una superficie di 1.5 ettari, e Chambolle-Musigny dove sviluppa i rimanenti 13.5 ettari. L’antica reputazione del cru è testimoniata dal significato del suo nome, infatti nel medioevo “marer la vigne” significava coltivare la vigna. Le pendenze, rivolte verso est, sono dolci e comprese tra i 270 e 280 metri d’altitudine, la roccia calcarea è ricoperta da un sottile strato di circa 50 centimetri composto da detriti e da terra argillosa.

Questo vino si produce da 0.33 ha. posizionati nel centro del cru. È magnifico per profondità ed avvolgenza, gli aromi sono su spezie orientali. Poggia su una struttura affermata e vellutata, il finale? Interminabile. Al momento deve digerire l’affinamento in legno. Eccellente, su standard assoluti.  

Clos de Vougeot Grand Cru

Clos Vougeot ha dimensioni eccezionali per un Grand Cru, si estende su leggere pendenze (3-4%) ad un’altezza compresa tra i 240 e i 265 metri; è frammentato in 134 parcelle divise tra 80 proprietari diversi, aziende che, salvo Château de la Tour, vinificano i loro vini al di fuori delle mura di cinta. In generale i vini prodotti sono frutto di assemblaggi di varie parcelle, in questo caso la parcella che origina questo vino è situata nel Petit Maupertui proprio al confine con il Grands Echézeaux. È ubicato nella parte alta del Clos, dove si godono le condizioni migliori, qui i monaci Cistercensi vendemmiavano le uve destinate alla “Cuvée des Papes”.

Al naso ci dona profondità ed estrema finezza. In bocca dimostra grande potenziale, è carnoso, potente e allo stesso tempo, grazie a tannini vellutati, elegante; presenta un profilo aromatico di grande freschezza ed equilibrio, il finale molto lungo gode di grande personalità. Gran vino.  

 

Domaine Castagnier - 20 reu Jardins 21220 Morey-Saint Denis

“Appellations” prodotte

Grands Crus: Bonnes-Mares - Charmes-Chambertin - Clos de la Roche - Clos de Vougeot - Clos Saint Denis - Latricières-Chambertin -

Villages: Chambolle-Musigny - Gevrey-Chambertin - Morey-Saint Denis

Jean-Nicolas Méo a Vosne-Romanée

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on novembre 4th, 2008

Ètienne Camuzet è un personaggio emblematico della viticoltura della Borgogna. Deputato della Côte d’Or, sindaco di Vosne-Romanée, ultimo proprietario del Castello di Clos de Vougeot prima della cessione alla Confrerie de Tastevin, diede origine al proprio “domaine” alla fine del XIX secolo. La sua grande ambizione: quella di raggruppare tutte le parcelle del Clos de Vougeot sotto un’unica società cooperativa, riportandolo alle antiche origini monastiche. Nel 1959 le proprietà della tenuta furono ereditate di Jean Méo. Essendo impiegato in politica a Parigi, dapprima come consigliere del generale De Gaulle e in seguito di Jacques Chirac, diede in affitto le proprie vigne ad altri vignaioli. Uno di questi si chiamava Henri Jayer. Grazie al suo genio, i vini dell’azienda iniziarono una progressiva salita fino raggiungere l’attuale eccellenza qualitativa. All’inizio i vini erano venduti in fusti ad aziende commerciali e solo dal 1985 commercializzati direttamente sotto una propria etichetta.

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Nel 1989 Jean-Nicolas Méo, dopo la formazione in enologia, decide di prendere la direzione dell’azienda di famiglia. Sposando perfettamente la filosofia dell’espressione del territorio, teoria promulgata da Henri Jayer, continuò la valorizzazione dei suoi 14.5 ettari di vigne. La superficie si sviluppa prevalentemente nelle denominazioni di Richebourg, Clos de Vougeot, Echézeaux, Corton, Vosne-Romanée aux Brûlées e Cros-Parentoux glorificato in precedenza dal suo maestro.

“Perché in Borgogna sono così fedeli al concetto del territorio? La Côte d’Or ha grandi diversità ambientali e geologiche. L’impegno dell’uomo è fondamentale per favorire l’espressione d’ogni singola parcella attraverso il vino prodotto. Da vari anni abbiamo abbandonato l’uso di prodotti chimici sostituiti da composti biologici, queste pratiche ci permettono di prevenire le malattie e di limitare i rendimenti rispettando l’equilibrio delle vigne e dell’ambiente che ci circonda. In generale le raccolte avvengono alla fine di settembre, l’obbligo di ottenere annualmente uve sane e di perfetta maturazione determina il periodo della vendemmia come uno dei momenti culminanti della stagione. Il mese che precede le raccolte è un periodo angosciante per il vignaiolo, bisogna solamente attendere sapendo che ogni piccola variazione climatica avrà delle conseguenze sulla qualità dell’annata. Dopo una severa scelta, gli acini subiscono una macerazione a freddo (circa 15°) per 3-5 giorni. La fermentazione con macerazione avviene in vasche di cemento (da 20 a 54 hl) per un periodo di 16-18 giorni tenendo sotto controllo che la temperatura non superi la soglia critica di 34-35°. I fusti di rovere permettono una lenta micro-ossigenazione ma apportano nuovi aromi che si possono amalgamare a quelli del vino o addirittura dominarli. L’uso e la qualità del legno deve essere eseguito in modo intelligente. Le botti in rovere che utilizziamo provengono dalle foreste di Bertrange e di Tronçais con tostature leggere o medie. La proporzione di botti nuove varia dalla struttura e dall’annata (50% per le denominazioni comunali e 100% per quelle Grands Crus)”.
La superficie lavorata a vigneto occupa, soprattutto, le zone più vocate della parte meridionale della Côte de Nuits, in corrispondenza dei comuni di Vougeot, Vosne-Romanée e Nuits-St. Georges.

Il Richebourg è il vino storico dell’azienda, impressiona per la sua finezza, persistenza e per la capacità di evolversi nel tempo, dove tutte le componenti si esprimono in perfetta armonia. Vino di grande longevità che ha bisogno del tempo per rilevare tutte le sue complessità. Possediamo sette piccole parcelle per una superficie totale di 0.34 ettari.

Il Clos de Vougeot è l’immagine di un gentiluomo raffinato, vino di grande finezza e di piacevole persistenza. Le complessità si sviluppano abbastanza velocemente, un vino che si può apprezzare anche in fase giovanile ma che con il tempo vi sorprenderà. La nostra fortuna è quella di essere situati nella parte alta della denominazione vigne situate ai piedi del castello. Sono 3 ettari di cui un terzo piantato nel 1920, il resto risale agli anni ‘60 e ‘70; beneficiano di un suolo poco profondo, massimo 40 centimetri, dove le radici devono penetrare tra le rocce per trovare il nutrimento.

Le vigne di Corton-Clos Rognet danno un vino solido, autorevole e untuoso, la sua capacità d’invecchiare è straordinaria superando spesso quella dei Grands Crus della Côte de Nuits. È un vino che richiede pochi interventi durante la vinificazione, spesso bisogna accontentarsi di osservarlo. Ancora circondata da muri è forse una delle più belle vigne (0.45 ha) della proprietà: perfettamente esposta a est è situata a nord della denominazione nel comune di Ladoix Serrigny.

L’ Échezeaux è fedele alle caratteristiche della sua denominazione per finezza ed equilibrio generale, la sua spiccata acidità naturale conferisce, a volte, un finale un pò severo. Una lunga conservazione è necessaria affinché il vino possa rilevare tutta la sua ricchezza. Essendo indifferente ai travasi l’evoluzione prima dell’imbottigliamento è lenta rilevandosi scontroso, è un vino da lasciare tranquillo. L’impianto d’origine è dei primi anni ‘40, ma circa un quarto è stato rinnovato da alcuni anni. L’altitudine di questa parcella di 0.44 ettari può forse spiegare la spiccata acidità.

Cros-Parentoux è la storia di un territorio reso famoso da un grande uomo: Henri Jayer. Un terreno quasi incolto e difficile da lavorare dove il grande maestro è riuscito ad estrarre la quintessenza dei vini di Vosne-Romanée. Anche se classificato Premier Cru é considerato il settimo Grands Crus di Vosne-Romanée. Situato nella parte superiore della collina, la parte più estesa della denominazione è stata acquisita da Emmanuel Rouget, nipote di Henri; noi siamo orgogliosi di lavorare circa 30 acri, una piccola parcella, ma quella che genera i vini più celebri. Questi sono concentrati e opulenti ma bilanciati da un’elevata freschezza che conferisce un elegante equilibrio. Bisogna avere pazienza, degustato nel suo periodo di massima espressione, sicuramente oltre i 15 anni darà incredibili soddisfazioni.

 

Domaine Méo-Camuzet a Vosne-Romanée
Rossi: 11.4 ha pinot nero + acquisto uve
Bianchi: 3.6 ha chardonnay
Bottiglie annue: 60′000

“Appellations prodotte”

Grands Crus: Corton-Clos Rognet - Clos de Vougeot - Échezeaux - Richebourg

Premiers Crus: Chambolle-Musigny les Cras, Chambolle-Musigny les Feusselottes - Nuits-St. Georges aux Boudots, Nuits-St. Georges aux Murgers, Nuits-St. George aux Argillas, Nuits-St. Georges les Perrières - Vosne-Romanée aux Brûlées, Vosne-Romanée aux Cros Parantoux, Vosne-Romanée les Chaumes

Villages: Chambolle-Musigny - Fixin - Marsannay - Morey-St. Denis - Nuits-St. Georges - Vosne-Romanée

Christophe Roumier a Chambolle-Musigny

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 27th, 2008

Nel 1924 Georges Roumier si stabilisce a Chambolle-Musigny per rilevare la direzione dell’azienda di famiglia della moglie. All’epoca l’essenziale della produzione era venduta alle case commerciali locali. Dal 1945 ogni sforzo si concentra sullo sviluppo dell’imbottigliamento e della relativa commercializzazione dei vini.

È il figlio Jean-Marie, tra gli anni ‘60 e ‘70, ad ampliare il patrimonio viticolo acquisendo parcelle nelle denominazioni di Corton-Charlemagne e Musigny. Nel 1982 suo figlio Christophe lo affianca nella gestione dell’azienda che oggi lavora quasi 12 ettari ripartite in 9 denominazioni.

“Il nostro obiettivo è di tradurre, nel rispetto delle annate, il carattere di ciascun territorio. Queste finalità impongono dei principi rigorosi nella condotta delle vigne, nella vinificazione e nella maturazione dei vini. La cultura della vigna è basata su pratiche rispettose dell’ambiente cioè senza l’ausilio di fertilizzanti ed erbicidi. Le raccolte sono manuali, le selezioni rigorose, a cui fa seguito una diraspatura parziale. La macerazione prefermentativa a temperatura ambiente permette la moltiplicazione dei lieviti indigeni che daranno inizio a una fermentazione di 18-23 giorni in fusti aperti. Il controllo della temperatura con rimontagli e pigiature permettono di dare una maggiora estrazione ai vini. La maturazione avviene in piccole botti di rovere per un periodo compreso tra i 15 e i 18 mesi. La porosità del legno permetterà la lenta micro-ossigenazione del vino, ammorbidendo i tannini e amplificandone le complessità. L’importanza del dosaggio è fondamentale, infatti la percentuale di botti nuove varia a seconda della loro origine, tostatura e in base alla struttura dei vini. I vini di Chambolle-Musigny sono fini ed eleganti, la nota boisé dovrà rispettare la loro natura. A seconda del carattere dell’annata stimo che una percentuale di legno nuovo del 15-25% si adatta alle denominazioni comunali in modo di non alterare la loro finezza. La percentuale salirà progressivamente per le denominazioni Premiers Crus (25-40%) e per quelle Grands Crus (40-50%)”.

La produzione si basa su alcune tra le più prestigiose denominazioni della Côte de Nuits tra cui spiccano per rinomanza quelle Grands Crus di Bonnes Mares, Musigny, Clos Vougeot e quella Premier Cru di Chambolle-Musigny Les Amoureuses.

Bonnes Mares è un vino frutto di un assemblaggio di 2 parcelle (1.45 ha) con caratteristiche geologiche diverse, il vino è profondo e vigoroso dove dominano i frutti rossi.

Il Musigny è prodotto da vigne molto vecchie, è di una complessità e personalità uniche. La piccola parcella di vecchie vigne (0.32 ha) situata nel Clos de Vougeot da un vino potente, talvolta duro in gioventù, dove l’invecchiamento svliluppa un magnifico bouquet.

Les Amoureuses è considerato, ufficiosamente, il terzo Grand Cru di Chambolle-Musygny, la piccola parcella (0.39 ha) da un vino di incomparabile delicatezza”.

 

Domaine Georges Roumier a Chambolle-Musigny
Rossi: 11.67 ha. pinot nero
Bottiglie annue: 40′000

“Appellations” prodottte

Grands Crus: Bonnes-Mares - Corton-Charlemagne - Clos de Vougeot - Musigny

Premiers Crus: Chambolle-Musigny Les Amoureuses, Chambolle-Musigny les Cras, Chambolle-Musigny Clos Brussière

Villages: Chambolle-Musigny

Vougeot e il suo Clos

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 24th, 2008

Il villaggio di Vougeot, abitato da poche anime, è legato a filo diretto con l’omonimo e rinnomatissimo “Clos”. Si estende ai piedi del castello, fu fondato nel IX secolo e prende il suo nome dalla Vouge un piccolo corso d’acqua che separa il comune da Chambolle-Musigny.

La superficie di Vougeot occupa poco più di 67 ettari di cui 50 sono occupati dalla denominazione Grand Cru. Questo lascia poco spazio alla denominazione comunale, rendendola la più piccola della Côte de Nuits. La rinomanza e la forte identificazione del Clos de Vougeot con il comune, spesso, ci porta a dimenticare che nel territorio sono elaborate alcune buone denominazioni Premiers Crus e dei rari vini bianchi. Quando, nel 1098, l’abbazia di Cîteaux fu creata solo le parcelle della parte alta dell’attuale Clos de Vougeot erano già conosciute e valorizzate.

Nel secolo successivo varie donazioni contribuirono a portare la superficie sino agli attuali 50.6 ettari rendendolo il più vasto vigneto Grand Cru della Côte de Nuits. Sovrastato a nord dal Musigny e a sud da Grand- Echézeaux, circonda l’omonimo castello costruito dai monaci a partire dall’anno 1150 per onorare l’abate di Cîteaux. Restò di loro proprietà sino al 1791 quando fu dichiarato “bene nazionale” e in seguito venduto. Dopo vari passaggi di proprietà fu ceduto da Ètienne Camuzet alla Confrérie des Chevalier du Tastevin nel 1944. Oggi visitandolo si possono ancora osservare quattro grandi presse originali conservate in buono stato e, una di queste, restaurata e messa in funzione per celebrare il periodo della vendemmia. Per delimitare i confini del vigneto i monaci costruirono un muro perimetrale, tuttora esistente, raccogliendo le pietre nel vicino terreno, inseguito divenuto un vigneto Premier Cru e denominato Clos de la Perrière. Rimase di un unico proprietario fino al 1889 quando sei commercianti acquistarono il terreno dando inizio al primo frazionamento in varie parcelle. Di dimensioni eccezionali per un Grand Cru, si estende su leggere pendenze (3-4%) ad un’altezza compresa tra i 240 e i 265 metri; oggi è suddiviso in più di 80 parcelle di proprietà diverse, aziende che, salvo Château de la Tour, vinificano i loro vini al di fuori delle mura di cinta.

Già all’epoca i monaci Cistercensi avevano sviluppato le diverse potenzialità delle varie parcelle producendo tre diverse cuvées. Infatti a seconda dell’altezza la composizione dei terreni varia molto permettendo di elaborare vini di carattere e complessità diverse. Nella parte alta del vigneto al livello del castello e confinante con Musigny si situano le parcelle con i migliori terreni (Musigni, Garenne e Plante Labbeé, Grande e Petit Maupertui, …) da cui erano vendemmiate le uve destinate alla “Cuvée des Papes”.Con le uve provenienti dalla parte media producevano la “Cuvée des Rois”, mentre dalla parte bassa, ritenuta meno favorevole, si otteneva la Cuvée des moines”. Ancora oggi dalla parte superiore del Clos si ottengono i vini più complessi e di maggiore personalità. Dalla parte centrale si ottengono vini di ottima finezza e allo stesso tempo di buona potenza; dalla parte bassa si ottengono vini di grande consistenza. Le parcelle che confinano con la strada N74, essendo su terreni piatti, presentano difficoltà di drenaggio favorendo l’accumulo di acqua, infatti in altri comuni questi terreni sono destinati alle denominazioni comunali. Gli assemblaggi tra i tre settori danno vini molto complessi, tra i più consistenti della côte capaci d’invecchiare, come attesta un Clos dell’annata 1865 degustato a Beaune nell’ottobre 2004. Oggi le migliori cuvées offrono vini magnifici per eleganza e struttura, contraddistinti da note di ciliegia nera, prugna e spezie, con l’invecchiamento evolvono caratterizzati da una struttura tannica vellutata. In generale i vini prodotti sono frutto di assemblaggi di varie parcelle, ma negli ultimi anni alcuni produttori che vantano lotti nelle zone alte più pregiate elaborano dei crus nel cru, l’esempio e dato da Anne Gros che produce un Clos de Vougeot Maupertui e dal Domanine Gros Frère & Sœur che presenta un Clos de Vougeot Musigni.

 

Clos de Vougeot Vieilles Vignes - Château de la Tour

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 22nd, 2008

Clos de Vougeot rappresenta il più esteso Grand Cru della Côte de Nuit e uno dei più conosciuto. All’interno del Clos si situano due castelli, il famoso Château de Clos de Vougeot e Château de la Tour considerato il più conosciuto produttore, l’unico a vinificare i vini all’interno delle mura di cinta. Da questi vecchi ceppi elabora una cuvée denominata “Vieilles Vignes”, rare bottiglie considerate come un vino fuori classe.

Clos de Vougeot Vieilles Vignes 2004

Già a bicchiere fermo percepiamo un incredibile avvolgenza e una forte impronta aromatica, si offre con grande eleganza su ricordi di ciliegia, spezie orientali e cioccolata, sembra di essere in un mercato di profumi e spezie indiane. L’entrata in bocca è morbida a cui fa seguito un’esplosione di volume, la struttura è caratterizza da tannini vellutati, ancorché d’ammorbidire, mentre l’equilibrata freschezza conferisce al vino un’ottima capacità d’invecchiamento. Il finale è di eccellente qualità e di lunghissima persistenza aromatica con ritorni fruttati ed eleganti sfumature speziate e minerali. Un grande vino che, solo nel prossimo decennio ci offrirà tutte le sue grandi complessità.

Clos de Vougeot Vieilles Vignes 2002

All’inizio non è che abbia molta voglia di offrirsi, l’intensità aromatica è inferiore rispetto all’assaggio precedente, ma poi con l’ossigenazione sviluppa una grande sequenza di complessità; in successione cuoio, tabacco, frutta nera, cioccolata, frutta secca, … Al gusto fa solo percepire le sue enormi potenzialità, formate da forza ed eleganza, i tannini sono maturi e levigati, sostenuti da un’impressionante freschezza che conferisce al lunghissimo finale grande personalità. Dopo quasi un’ora ritorniamo a soffermarci sul bicchiere, ai noi, oramai vuoto, ora si sprigionano sfumature di distillato di prugna, pepe, chiodi di garofano, incenso, note fumé, … Un vino da dimenticare in cantina, un vero peccato averlo degustato così giovane, ma meglio ora che mai.

Château de la Tour a Clos de Vougeot

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 14th, 2008

Grazie alla collaborazione dell’amico Piermaria Calderari siamo ricevuti a Château de la Tour con grande disponibilità e simpatia, dove possiamo visitare le antiche cantine e degustare i vini di François Labet. Château de la Tour appartiene alla famiglia Labet dalla sua nascita, fu infatti costruito per ospitare le raccolte delle vendemmie nel 1890 dagli antenati delle famiglie Labet e Déchelette.
Si erige nella parte nord circondato dai muri del Clos de Vougeot poco lontano dal maniero Cistercense oggi di proprietà dei Chevaliers du Tastevin. I 5.5 ettari posseduti fanno di François Labet il maggiore proprietario del Clos, l’unico a vinificare e a imbottigliare i vini all’interno delle mura di cinta. Il 15% di queste terre consistono in vigne centenarie lavorate con rendimenti naturali estremamente bassi (9 hl. per ettaro). Da questi vecchi ceppi Château de la Tour, considerato uno dei massimi esponenti di questa denominazione, elabora una cuvée denominata “Vieilles Vignes”, rare bottiglie considerate come un vino fuori classe. La versione classica invece consiste in un assemblaggio dei vini delle varie parcelle (età media 45 anni), vinificate separatamente. Anche in questo caso le basse rese, di gran lunga inferiore a quanto richiesto dalla legislazione della denominazione Grand Cru, generano un vino di grande eleganza e personalità.

 

La degustazione

Bourgogne blanc Vieilles Vignes 1999
Denominazione regionale frutto di vigne di età variante tra i 25 e i 35 anni. È un vino che da piacevoli soddisfazioni e presenta una buona eleganza, si sviluppa su note di miele e spezie. Al gusto è di media consistenza e lunghezza con un finale ben equilibrato. Buono, sorprendente per la sua tenuta ha già sette anni e non li dimostra. 15.5/20 (9.5€) Savigny 1er cru Aux Vergelesses blanc 2004
Questa denominazione è situata sulla collina a un centinaio di metri dai Corton, da un vino di buona complessità con ricordi di burro, arachidi, pepe bianco, … La bocca è morbida, fresca e di buona consistenza, il finale è piacevolmente lungo con ritorni di frutta esotica ben integrata dalle note boisé. Ottimo. 16/20 (25€)

Beaune Clos du Dessus des Marconnets 2004
Naso di bella finezza esprime aromi di ciliegia e cassis, sfumature floreali ed equilibrate speziature. La bocca è strutturata con tannini ancora in evoluzione, il finale è intenso leggermente amarognolo. Da seguire nella sua evoluzione. 15/20 (17.5€)

Beaune 1er cru Coucherias 2001
Da questa denominazione 1er cru situata sulle colline ad ovest della città di Beaune François Labet elabora un vino elegante e setoso, evoca ricordi di frutta rossa e nera matura (ciliegie, fragole, amarene), pepe nero e sfumature affumicate. L’entrata in bocca è morbida, strutturata e vellutata il finale è di buona freschezza ed equilibrio. 16/20 (23€)

Clos de Vougeot Grand Cru 2004
Dopo la visita delle vecchie cantine di Château de la Tour, dove sono sistemate le botti in cui riposano i vini della vendemmia 2005 provenienti dai diversi lotti e in attesa dell’assemblaggio, ci accingiamo all’assaggio di una delle maggiori espressioni in assoluto del “Clos”. La versione definita classica 2004 è un vino di grande eleganza e personalità. Già alla mescita mostra tutta la sua densità e consistenza. Immediatamente esprime un imponente complessità aromatica, in successione sviluppa note di cuoio, fumé, frutta rossa e nera matura seguite da sfumature di sottobosco che ci ricordano il muschio e il tartufo, spezie orientali. L’entrata in bocca è avvolgente, calda e morbida, di eccellente materia sostenuta da una trama tannica vellutata a cui fa seguito un lungo ed eccellente finale con ritorni fruttati e di cioccolata amara. La produzione annua è di circa 20′000 bottiglie. Eccellente 17/20 (66€)
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Anne Gros a Vosne-Romanée

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 11th, 2008

I Gros rappresentano una delle dinastie più importanti nel panorama viticolo della Côte d’Or. Anne Gros, Michel Gros, Anne Françoise Gros e Gros Frère & Soeur sono domaines uniti da legami di parentela. Anne rileva nel 1988, le proprietà del padre François, in seguito, nuove acquisizioni raddoppiano la superficie a vigneto fino raggiungere gli attuali 6.5 ettari. Le sue proprietà sono quasi interamente occupate dal pinot nero, vigneti tra cui spiccano gli appezzamenti situati nei Grands Crus di Clos Vougeot, Richebourg ed Échezeaux. La passione per il vino, la porta, nel 1984, ad intraprende gli studi in enologia e coltura della vigna, continuando così la lunghissima tradizione famigliare. È una persona ferma sulle sue convinzioni “la coltura della vigna è importante e deve avvenire in armonia tra l’uomo e il territorio. Il pinot nero è una varietà dura da lavorare, è il vitigno più ingrato ma pure quello che da le maggiori soddisfazioni. Le diverse tecniche di lavorazione hanno un’influenza sulla qualità delle uve, un’adeguata lavorazione dei suoli favorisce infatti una perfetta alimentazione degli acini, dando origine a vini in grado di esprimere al meglio le tipicità dei territori. In cantina sono scelti metodi naturali, con fermentazioni attivate da lieviti indigeni; le macerazioni avvengono in vasche di cemento per un periodo di 12-15 giorni. L’elevazione dei vini dura circa 16 mesi con percentuali di legno nuovo a seconda del livello delle denominazioni: 80% per i Grands Crus, 50% per le Appellations Villages e il 30% per quelle Regionali. Tutto questo per ottenere vini fruttati eleganti e armonici”.


Anne ci propone una piccola verticale di tutte le sue “appellations”: la recente vendemmia 2007 dai fusti di legno, l’annata 2006 non ancora imbottigliata e le straodinarie bottiglie dell’annata 2005.

Haut Côte de Nuits Rouge 2007
È una cuvée nata nel 2000, è frutto di una sola vigna (1.73 ettari) situata a Concœur, comune che sovrasta Vosne-Romanée, zona posta a 400 metri d’altezza, rivolta verso est ed esposta ai venti.
Si presenta di colore rubino scarico con ricordi di piccoli frutti di bosco, un vino snello e fresco con tannini delicati per nulla invadenti. Il finale è piacevole, un vino da consumare abbastanza giovane. Buono 13.50-14/20

Haut Côte de Nuits Rouge 2006
Conferma una intensità cromatica abbastanza scarsa, aromi delicati e fini su note di ciliegia e bacche, in bocca è delicato, i tannini sono morbidi, una bella freschezza caratterizza un piacevole finale di media lunghezza. Buono. 14-14.50/20

Haut Côte de Nuits Rouge 2005
L’eccezionalità dell’annata ha dato origine ad un vino con un po’ più di corpo, morbido e di migliore equilibrio, lineare e preciso. Buono. 15/20

Bourgogne Rouge 2007
Il suo Burgogne è una cuvée di tre diverse parcelle (Les Champs d’argent, Les Glapigny, Les Pasquiers) situate nella pianura compresa tra Vosne-Romanée e Nuits-Saint Georges ad est della nazionale N74. Qui le vigne hanno un’età di 15 anni, poggiano su terre pesanti, ricche e umide, molto povere di ciotoli.
Un vino di colore scarico, delicato e fruttato, la struttura è di media consistenza, diretto e vivace, senza grandi pretese. Buono. 13.5-14/20

Bourgogne Rouge 2006
L’impronta è simile al precedente, definisce precise note di ciliegia e violetta, qui l’estrazione dei tannini è più spinta anche se non supportati perfettamente dalla struttura, il finale è di media lunghezza. Buono e pulito. 13.5-14/20

Bourgogne Rouge 2005
Anche qui l’omogemeità della vendemmia ha arricchito il vino di maggiore struttura, identificata da una magliore maturazione del frutto, da tannini più vigorosi ma più maturi e da un finale di maggiore persistenza. Buono e discreto. 15/20

Chambolle-Musigny La Combe d’Orveaux 2007
Questo liuex-dit si trova nella parte più alta della collina di Chambolle-Musigny, al confine con Vosne sovrastando l’omonimo Premier Cru. È esposto a levante, in una vallata che si apre su un cono di deiezione dove si situano Échezeaux, Grands-Échezeaux e Clos de Vougeot. Questa parcella di 1.10 ettari ha condizioni climatiche estreme molto freddo in inverno e molto clado in estate. È composta, per la metà, da vigne di 45 anni e per l’altra di 6 anni, il suolo è molto ciottoloso e ricco di detriti.
Il vino che genera è delicato e fine, la texture è suadente e di buona lunghezza, i ritorni sono fumé. Delicato. 15-15.50/20

Chambolle-Musigny La Combe d’Orveaux 2006
Di colore rubino scarico, i ricordi sono di fragola e petali di rosa, l’attacco presenta una buona materia, i tannini sono vigorosi, evidentemente d’ammorbidire, ma ben integrati nella struttura generale. Il finale ha una bella persistenza marcata da una fine mineralità. Buono. 15.5-16/20

Chambolle-Musigny La Combe d’Orveaux 2005
Acquisisce maggiore spessore e personalità in quest’annata, all’olfatto presenta la consueta qualità, il frutto è pieno e perfettamente maturo, fragola, ribes, rosa canina e violetta, ben integrate da equlibrate sfumature boisé. La bocca ha maggiore volume ma sempre elegante, ha forza e decisione che conferiscono al finale una lunga e piacevole persistenza che termina con ritorni minerali. Molto buono. 16.50/20

Vosne-Romanée Les Barreaux 2007
È una piccola parcella di 0.39 ettari oramai centenaria, situata nella parte più alta (circa 280 metri) di Vosne-Romanée rivolta verso nord-est, le terre, che ricoprono la roccia, sono scure ricche di elementi calcarei.
Il vino ha una maggiore presenza e vigore in rapporto a quello assaggiato finora, un vino che ricorda i piccoli frutti di bosco, mirtilli, piccole bacche, more selvatiche, … È masculino e teso, ben diretto dall’acidità e dalla mineralità. Ottimo. 16-16.5/20

Vosne-Romanée Les Barreaux 2006
Il colore ha più intensità e profondità, i ricordi sono densi e maturi, frutti di bosco, ciliegia nere, liquirizia, rosa canina, pepe … caratteristiche che confluiscono in un vino levigato e consistente, la tensione è garantita da una bella freschezza che garantisce un’ottimo potenziale d’invecchiamento. Molto buono. 16.5-17/20

Vosne-Romanée Les Barreaux 2005
È austero e rigoroso sfuma su note selvaggie, fumé e spezie orientali. L’attacco è discreto a cui fa seguito una bella progressione di sensazioni, dirette, tese e persistenti, il finale è fresco e minerale. Molto buono. 17/20

Échezeaux 2007
In pochi hanno assaggiato questo vino che per Anne Gros rappresenta l’ultimo nato, 0.76 ettari di vecchie vigne, che si vocifera, furono lavorate da Henri Jayer.
Negli anni ‘30 quando nacquero le Denominazioni d’Origine della Borgogna vennero associati ad una parcella di 3.5 ettari conosciuta con il nome di Échezeaux Haut o Échezeaux du Dessous 8 vigneti adiacenti: En Orveaux, Les Poulaillères, Les Treux, Les Rouges du Bas, Les Cruots, Les Loächausses, Les Champs Traversins e Clos Saint-Denis, terreni fino ad allora classificati Premiers Crus da Jules Lavalle nel 1855. Il Grand Cru attuale è dunque recente, fu costituito nel 1937. Si snoda confinando con Musigny e La Combe d’Oreaux, a nord, e sovrastando Grands-Échezeaux e Clos de Vougeot. Il vino che genera è di grande eleganza e di equilibrata struttura, diretto e longilineo, perfettamente levigato da tannini dolci. Solo l’evoluzione potrà garantirci un vino d’eccellenza. 17-17.5/20

Anne Gros è mondialmente riconosciuta per l’unicità dei suoi Clos Vougeot Le Maupertui e Richebourg.

Quando, nel 1098, l’abbazia di Cîteaux fu creata solo le parcelle della parte alta dell’attuale Clos de Vougeot erano conosciute e valorizzate. Nel secolo successivo varie donazioni contribuirono a portare la superficie sino agli attuali 50.6 ettari rendendolo il più vasto Grand Cru della Côte de Nuits. Sovrastato a nord dal Musigny e a sud dal Grand-Échézeaux, circonda l’omonimo castello costruito dai monaci a partire dall’anno 1150 per onorare l’abate di Cîteaux. Rimase di un’unica proprietà fino al 1889 quando sei commercianti acquistarono il vigneto dando inizio al primo frazionamento delle varie parcelle. Di dimensioni eccezionali per un Grand Cru, si estende su leggere pendenze (3-4%) ad un’altezza compresa tra i 240 e i 265 metri; è frammentato in 134 parcelle con 80 proprietari diversi, aziende che, salvo Château de la Tour, vinificano i loro vini al di fuori delle mura di cinta. In generale i vini prodotti sono frutto di assemblaggi di varie parcelle, ma negli ultimi anni alcuni produttori che vantano lotti nelle zone alte più pregiate elaborano dei crus nel cru, l’esempio è dato da Anne Gros che produce un Clos de Vougeot Grand Maupertui una parcella di poco meno di un ettaro dove i ceppi più vecchi furono impiantati nel 1905. Situato nella parte sud-ovest del clos proprio al confine con Grands Echezeaux, trae il proprio nome da “millepertuis” una pianta di fiori gialli usata in dermatologia.

Clos Vougeot Grand Maupertui 2007
Al naso ha ovviamente difficoltà ad esprimersi causa la malotattica in corso, il frutto è comunque di perfetta maturazione. L’attacco è diretto, deciso e nervoso, la struttura tannica è, come sempre, di prim’ordine; chiude con una lunga persistenza. La materia promette un’ottimo potenziale. 17-17.5/20

Clos Vougeot Grand Maupertui 2006
Anche se non ancora imbottigliato mostra maggiore definizione, è leggermente ancora marcato dal legno, poi sfumano frutti neri maturi e profondi, spezie dolci, cuoio, liquirizia, … Al palato è vibrante, succoso, potente e di grande progressione, la struttura prevede tannini maturi e levigati; la chiusura è di grande distinzione e persistente. Di grande potenziale. 17.5-18/20

Clos Vougeot Grand Maupertui 2005
Si propone con un bel colore rubino intenso, gli aromi sono avvolgenti di ciliegie ben mature, cassis, prugne, castagne, liquirizia, chiodi di garofano, pepe, incenso e spezie orientali, … Al palato offre morbidezza, forza ed eleganza, equilibrato in tutte le sue componenti. Il finale è di assoluto livello e persistenza, la chiusura ci offre solo in parte le emozioni che saranno percepite con l’affinamento. Assolutamente grande. 18.5/20

La specificazione Richebourg apparve per la prima volta nel 1512, prima questa parcella, interamente di proprietà del monastero di Saint-Vivant, era conosciuta con il nome di La Gueuppe. Fu smembrata e divisa tra varie comunità religiose, tra cui l’abbazia di Cîteaux che contribuì ad elevarne la gloria. I monaci cistercensi si occuparono direttamente della lavorazione della vigna, delle raccolte e della vinificazione che avveniva nelle cantine del Castello di Clos de Vougeot. Venduta, dopo la Rivoluzione, come bene nazionale fu aquisita da un uomo d’affari parigino che la suddivise tra parecchie famiglie locali, questo spiega l’attuale frammentazione tra una dozzina di proprietari. Nel 1924 alla parcella originale è aggiunta quella sottostante di Les Varoilles-sous-Richebourg, portando la superficie totale a poco più di 8 ettari e confermata l’11 settembre 1936 con l’attribuzione della denominazione Grand Cru. È il più a nord dei Grands Crus di Vosne, idealmente situato in media collina è separato da La Romanée e da Romanée-Conti da un sentiero. Poggia su un sottile strato, che raramente supera i 30 centimetri, vegetale e argilloso frammisto a detriti sassosi.
La parcella di proprietà di Anne Gros è sitata nel lieu-dit Les Verroilles e occupa 0.6 ettari, è prevalentemente orientato verso est, nord/est esposto alle correnti d’aria che provengono dalla vicina vallata, caratteristiche che determinano una maturazione ritardata degli acini. Questa vigna fu impiantata tra il 1930 ed il 1946.

Richebourg 2007
Il vino, come dice il suo nome, evoca ricchezza di materia, vigore e personalità, l’architettura è sostenuta da tannini levigati che rinfrescati da una bell’acidità danno un lunghissimo finale. Ci è piaciuto molto in prospettiva e ha un grande potenziale davanti. 17.5-18/20

Richebourg 2006
È di un bel rubino sostenuto, l’impianto aromatico è maturo e denso con sfumature di fragola e cassis, rosa, spezie dolci. Invade la bocca mostrando grande ricchezza e profondità il tutto ben diretto da una magistrale freschezza che contraddistingue pure il lunghissimo finale, i ritorni sono floreali e boisé. Grande avvenire. 17.5-18/20

Richebourg 2005
I profumi si sviluppano con sfumature avvolgenti e profondi, sfilano note mentolate, spezie orientali, muschio, sottobosco, ciliegia nera, mora, liquirizia, … L’attacco è carnoso, tutte le sensazioni si sviluppano con grande intensità ed equilibrio, tutte confluiscono in un lunghissimo finale. Assolutamente grande e da attendere nell’evoluzione nel corso dei prossimi 10-15 anni. 18/20

Una degustazione che ha confermato lo stile di Anne Gros, sulle denomianzioni meno importanti i vini sono molto piacevoli e fini; dove i territori lo permettono i vini sono di grande potenziale e longevità, ma tutto nel rispetto di una grande purezza.

Degustando con Martin Prieur

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on settembre 28th, 2008

Quando Giorgio ebbe la brillante idea di contattare Martin Prieur per una visita non avevamo molte speranze di essere ricevuti, soprattutto di domenica mattima. Qualche settimana più tardi il tutto diventò realtà, Martin è una persona di grande disponibilità e di grande capacità visto l’assoluto livello raggiunto dall’azienda da lui diretta.

Il Domaine possiede, in assoluto, un patrimonio viticolo d’immenso valore, infatti è proprietario di parcelle in ben nove Grands Crus: Chambertin, Chambertin-Clos de Bèze, Musigny, Clos de Vougeot, Éschezeaux, Corton-Charlemagne, Corton-Bressandes, Montrachet e Chevalier-Motrachet, sono i territori che fanno di Martin Prieur il massimo rappresentante di questa denominazione dell’intera Côte d’Or.

La degustazione

Meursaut Clos de Mazeray blanc 2004 (parcella 2.5 ha in monopolio)
Evoca ricordi di agrumi, menta, miele, pepe bianco e note tostate; l’entrata in bocca è morbida e di buona consistenza con una bella mineralità, il finale è lungo ed equilibrato con ritorni tostati e speziati. Buono ***

Beaune 1er Cru Champs-Pimont 2004 (parcella di 1.2 ha)
Ha un naso elegante, sviluppa note di agrumi, mandorla, minerale e brioche calda; l’entrata è discreta, sostenuta da una bella freschezza, il finale è piacevolmente persistente e sapido con ritorni di pane tostato e miele. Buono + ***/*

Puligny-Montrachet 1er Cru Les Combettes 2004 (parcella di 1.5 ha)
Al primo naso esplodono le note boisé poi con l’ossigenazione emergono note di agrumi, burro, arachidi e un fine sfumatura minerale; al gusto è denso, avvolgente e morbido, struttura ben sostenuta da una vena di freschezza; il finale è molto lungo ancora un pò marcato dal legno e caratterizzato da una bella nota minerale.Ne guadagnerà con il tempo, molto buono. ****

Montrachet 2004 (parcella 0.59 ha)
Si presenta in uno splendido oro intenso e vivace; naso denso e complesso, evoca note cioccolato bianco, pepe bianco, eucalyptus, burro e tartufo. Bocca intensa, potente, di grande volume e ben equilibrata, il finale è persistente ma ancora un pò frenato dalla giovinezza, il gusto è contraddistinto da note tostate, grigliate e da una fine sapidità. Vino di grande eleganza e di enorme potenziale, speriamo di poterlo degustare nel pieno delle sue possibilità. Gran vino. ****/*

La degustazione prosegue trasferendoci in cantina dove stazionano le botti in rovere dove riposano i vini della straordinaria annata 2005, prove dalla botte pre-assemblaggio.

Beaune 1er Cru Clos de la Féguine 2005 ( parcella 1.5 ha in monopolio)
Al naso sviluppa aromi more e mirtilli evolvendo su note di tabacco e spezie; di buon volume, i tannini sono di personalità e maturi, il finale è piacevolmente lungo con ritorni liquirizia, cioccolata e spezie. Buono + ***/*

Beaune 1er Cru Grèves 2005 (parcella 1.7 ha)
Di colore rubino luminoso e vivace; all’olfatto presenta un buon equilibrio tra frutto e note boisé; l’entrata in bocca presenta materia e un’ottima struttura, i tannini sono fini e maturi. Il finale è lungo ed elegante, i ritorni sono di ciliegia, noce moscata e pepe. Vino di personalità e di grande piacevolezza in grado di evolvere nell’arco dei prossimi 10 anni. Molto buono ****

Beaune 1er Cru Champs Pimont Rouge 2005 (parcella 2.28 ha)
Evolve su note di frutta nera, fumé e cioccolata; in bocca si presenta di buona densità e consistenza, ricco di tannini di buona qualità termina con una piacevole persistenza su note minerali e tostate. Buono + ***/*

Volnay 1er Cru Champans 2005 (parcella 0.35 ha - produzione 5 barriques)
Si sviluppa su note di frutta rossa, fumé, tostate e speziate; la struttura è buona supportata da tannini setosi, il gusto ci ricorda quello percepito olfattivamente. Un vino che può invecchiare 7-8 anni. Buono + ***/*

Volnay 1er Cru Clos de Santenots 2005(parcella 1.19 ha in monopolio)
Al naso è denso e complesso con ricordi di violetta, frutta nera e liquirizia; al gusto si presenta un pò aggressivo con tannini di personalità ma ancora di affinare, bel potenziale. Il finale è lungo con ritorni di cacao, cioccolata e spezie dolci. Molto buono ****

Corton-Bressandes 2005 (parcella 0.73 ha)
Naso complesso, denso ed equilibrato con aromi di piccoli frutti di bosco che evolvono su note di
sotto bosco, muschio e funghi. In bocca si presenta ricco e consistente, i tannini sono di grande
personalità e finezza. Persistenza gustativa molto lunga con ritorni piccoli frutti neri e sfumature fumé e speziate. Grande espressione di un’eccellente annata, un vino che evolverà nei prossimi 10 anni e più. ****/*

Clos de Vougeot 2005 (parcella 1.28 ha)
Pimo naso chiuso, con un’adeguata ossigenazione sviluppa ricordi di piccoli frutti neri e liquirizia. Al gusto è di grande volume, i tannini vigorosi ma di classe. Il finale è molto lungo e carnoso, ritorni sono di spezie dolci e tabacco. Eccellente d’attendere nell’evoluzione. ****/*

Éschezeaux 2005 (parcella 0.36 ha)
Evoca note di cioccolata e liquirizia. Presenta grande intensià e ottima materia ma con tannini che necessitano un’ulteriore maturazione. Eccellente potenziale. ****/*

Chambertin 2005 (parcella 0.83 ha)
Magnifica espressione combina potenza, eleganza e complessità. Si profila su frutta nera che evolve con eleganti note boisé. L’entrata in bocca è ricca, morbida e intensa , i tannini sono di un incredibile finezza. Il finale è molto lungo e di eccellente qualità con un ritorno speziato. Un vero fuoriclasse da riassaggiare, speriamo, tra dieci anni o oltre nel pieno del suo apogeo. ****/*

Chambertin-Clos de Bèze 2005 (parcella 0.15 ha)
Da questa minuscola parcella Martin Prieur produce esclusivamente una barrique. Vino di grandi complessità che evocano le ciliegie nere mature, liquirizia, caffè e spezie dolci. Bocca di grande personalità, presenta un ottima materia e una struttura tannica vigorosa ma molto fine, il finale di grande qualità con ritorni di frutta matura, cioccolata nera, chiodi di garofano e spezie dolci. Vino di spiccata propensione all’invecchiamento. ****/*

Musigny 2005 (parcella 0.77 ha)
Poche parole necessitano per definire un vino di grande classe. Eccezionale per potenza, eleganza, personalità e persistenza. “il fuoriclasse”. *****

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