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"Spesso la condotta di un uomo, riscaldata dal vino, non è che l'effetto di ciò che, negli altri momenti, avviene nel suo cuore" J. J. Rousseau
 

Posts Tagged ‘côte rotie’

Côte Rôtie La Landonne 2001 - Etienne Guigal

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on febbraio 19th, 2009

Vi abbiamo già parlato sia dei vini della Côte Rôtie sia di quelli di Etienne Guigal, sicuramente una delle “star” di questa zona della Côte du Rhône. I suoi “crus” rappresentano delle icone dell’ enologia non solo francese, vini che esprimono l’eccellenza della Syrah del Rodano. La Landonne è il cru più a nord di quelli vinificati da Guigal, costeggia le rive del Rodano rivolto verso sud-est su un terreno argillo-calcareo molto ricco di ossido di ferro, dove i ceppi di Syrah sono allevati da circa 25 anni.  

Il vino è immenso perchè racchiude tutte le componenti necessarie per esaltarne l’armonia. L’interminabile serie di aromi si sviluppa nel bicchiere con grande precisione ed eleganza, evidenziando un perfetto equilibrio tra le componenti fruttate e quelle apportate dalla lunga maturazione nel legno, sensazioni rinfrescate da un tocco floreale e di erbe aromatiche. Ha grande pienezza ed accarezza il palato in modo vellutato, nessuna sensazione ha la prevalenza sulle altre sviluppandosi in modo bilanciato. Il finale è interminabile e tonico, un vino di grande classe!

Da brivido, sicuramente uno dei migliori mai degustati.

Côte Rôtie La Mouline 2000 - Etienne Guigal

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 29th, 2008

Etienne Guigal è la più importante maison della Valle del Rodano per numero di bottiglie prodotte. Trae la propria gloria dall’esclusiva tenuta con sede a Château d’Ampuis, centro principale della denominazione Côte Rôtie.

Château d’Ampuis, La Mouline, La Landonne e La Turque sono le perle della produzione, vini che incarnano le peculiarità dei diversi territori. La Mouline (89% syrah e 11% viognier) rispecchia tutta la femminilità della Côte Blonde. Le vigne, di circa 75 anni di età, si dispongono a forma di anfiteatro romano su terreni chiari, composti da gneiss e particolarmente calcarei. Dopo 4 settimane di macerazione, Guigal è il solo nella Valle del Rodano ad invecchiare i propri vini in barriques per un periodo compreso tra i 36 e i 42, fusti rinnovati ogni anno.

Con molto rispetto ci avviciniamo al bicchiere che si mostra in una veste scura con alcuni riflessi violacei. Note speziate e floreali fuoriescono dal bicchiere denotando un naso di grande complessità. La certezza che si sta per bere un grande vino…!
Entrata in bocca estremamente morbida, il vino si presenta seducente, armonico, tannini estremamente fini e setosi, il legno è assolutamente impercettibile. Finale molto lungo con ritorno di note speziate, cioccolato amaro e frutta matura.

Un vino assolutamente grande.

La Côte Rôtie

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 24th, 2008

È l’area viticola più a nord della Valle del Rodano, si sviluppa alle porte della città di Vienne. È uno dei vigneti più antichi di Francia, conosciuto già oltre duemila anni fa quando i greci dapprima ed i romani poi celebravano i vini della Côte Rôtie come “vins Viennois”. Grazie alle forti pendenze la costituzione del vigneto rappresenta un grande e complicato lavoro durato più di venti secoli e tuttora in rinnovamento. Durante il Medioevo ed il Rinascimento la reputazione dei vini di d’Ampuis aumentò sino a raggiungere le tavole nobiliari di mezza Europa. Il vigneto raggiunse la massima superficie nel 1890 ma la filossera prima e la grande guerra in seguito distrussero l’intero vigneto e ne impedirono l’immediato rinnovamento.

I vini sono rimasti un prodotto di nicchia consumato esclusivamente localmente, nel 1971 l’area in produzione era solamente di circa 70 ettari con una tendenza in diminuzione, in quanto questi terreni erano considerati troppo difficili da coltivare. La denominazione divenne famosa a livello mondiale negli anni ‘80 grazie a Marcel Guigal ed suoi eccezionali vini prodotti nei migliori crus di d’Ampuis. Il vigneto si estende sull’area di tre comuni situati sulla sponda destra del Rodano: Saint-Cyr-sur-Rhône, Ampuis, Tupin-Semons. I circa 215 ettari oggi in produzione si dispongono generalmente su ripidissimi terrazzamenti granitici con pendenze fino al 60% arrostiti, come dice il nome, dal sole. Il clima è di tipo continentale moderato con estati secche e calde, ma con piogge regolari nel resto dell’anno.

Le differenze geologiche dei terreni hanno creato due rinomate sotto-zone situate sopra d’Ampuis: la “Côte brune” è la più a nord, occupa 30 ettari disposti su pendenze vertiginose lavorati esclusivamente con syrah, i suoi terreni sono argillosi e ricchi di ossido di ferro. Sembra che il nome non sia dovuto alle caratteristiche del suolo ma bensì al colore più intenso e scuro dei vini che risultano essere virili, di eccellente struttura concentrazione, con tannini marcati ed una grande capacità d’invecchiamento.

Il vigneto della “Côte blonde” si estende più a sud su circa 15 ettari dove oltre alla syrah è coltivato anche del viognier. I terrazzamenti sono a forma di anfiteatro romano, i terreni sono di colore chiaro, ricchi di silicio e di tipo granitico all’estremo sud della zona. Grazie alla piccola percentuale di viognier nell’assemblaggio i vini si distinguono per la loro finezza ed eleganza, sostenute da una struttura tannica vellutata.

La leggenda racconta che nel Medioevo il signore di Maugiron divise i propri beni tra le due figlie una bruna l’altra bionda, questo dovrebbe essere la spiegazione di queste due aree. Il vitigno di riferimento è la syrah, un vitigno che su pesti pendii trova tutte le condizioni necessarie per dare grandi vini. Ha la tendenza ad un abbondante produzione, ma con deboli rendimenti e su terreni idonei e privilegiati da vini di grande classe. Il disciplinare di produzione permette ai vignaioli il diritto di utilizzare sino al 20% di viognier negli uvaggi, ma solo il 5% dell’area è coltivata con questa varietà, se ne deduce che l’eventuale percentuale utilizzata è di molto inferiore. Questa varietà bianca, fondamentale nelle adiacenti denominazioni di Condrieu e Château Grillet, da vini generosi di buona morbidezza e bassa acidità, con ricordi di pesca, albicocca, acacia, mandorla e piacevoli speziature. Quando associata alla syrah conferisce ai vini morbidezza, finezza e maggiore eleganza.

Con la denominazione Côte Rôtie s’intendono generalmente vini composti da una cuvée di vini provenienti da varie parcelle; con Côte blonde o brune si specifica vini elaborati con uve provenienti da queste due singole zone. Solo alcuni produttori, Marcel Guigal (Château d’Ampuis) in testa, elaborano vini come espressione di un singolo vigneto: La Mouline (Côte Blonde), La Turque (Côte Brune) e La Landonne (Côte Rozier) prodotti che affina oltre 3 anni in botti nuove di rovere. Alla degustazione i vini della Côte Rôtie presentano un colore rubino profondo; ricordi di fragole e speziate che evolvono, con gli anni, in complesse sfumature di tartufo, cuoio, frutta secca e cacao; strutturato, di grande persistenza aromatica con un ritorno fruttato e note di cioccolato e spezie.

La denominazione
Vini: rossi
Superficie: 215 ha
Vitigni: syrah minimo 80%, viognier massimo 20%
Resa per ettari: 43 hl
Produzione: 7′000 hl

La Valle del Rodano

Posted By Stefano Ghisletta Giorgio Buloncelli on ottobre 21st, 2008

Per vocazione la Valle del Rodano è sempre stata la via di passaggio principale tra la regione mediterranea e quella atlantica. Questa via fu utilizzata nell’antichità sia dai Greci, per i loro scambi commerciali, sia dai Romani durante le loro conquiste. In questa zona, una volta chiamata Gallia, la cultura della vigna ed il conseguente consumo di vino hanno origini antichissime. Fu infatti introdotta dai Greci alcuni secoli prima di Cristo e inseguito sviluppata dalle popolazioni romane, questi dati sono confermati dal ritrovamento di antiche anfore utilizzate al trasporto dei vini. Dopo la creazione della città di Vienne, i Romani impiantarono i primi vigneti sorretti da terrazzamenti lungo le rive del fiume Rodano ed inseguito iniziarono a produrre il famoso “vinum picatum”, molto apprezzato nell’antichità. Questo vino, descritto da Plinio nella sua “Storia naturale”, era ottenuto da uve chiamate allobrogica e vinificato in fusti di resina.

Il nome Valle del Rodano fu dato solo nel XIV secolo periodo in cui giunsero ad Avignone i Papi; durante il loro soggiorno diedero un forte sostegno alla cultura al fine di soddisfare i loro bisogni. Grazie alla notorietà acquisita nel corso dei secoli nel 1937 sotto la spinta del Barone Le Roy si concretizza la costituzione della Denominazione d’origine Côte du Rhône. Da quel momento il disciplinare determina le varie zone di produzione, i vitigni, i metodi e le raccolte garantendone la tipicità e la qualità. La zona a vigneto occupa la sponda destra e parte di quella sinistra lungo il corso del fiume Rodano tra le città di Vienne, situata pochi chilometri a sud di Lione, ed Avignone su una lunghezza di circa 200 chilometri. L’area coltivata si sviluppa su circa 81′000 ettari ripartita in sei dipartimenti: Rhône, Loire, Drôme, Ardèche, Vaucluse, Gard. La sua superficie rappresenta la seconda regione viticola della Francia dopo quella di Bordeaux. Il suolo è il risultato dell’incidenza della vegetazione, del clima e dalla forte erosione causata dal fiume nel corso di migliaia d’anni. Tutte caratteristiche che hanno contribuito a creare un insieme ricco e variato.

Il Rodano settentrionale
I vigneti della Valle del Rodano si dividono in modo naturale in due parti quelli a settentrione dove si elabora meno del 10% della produzione totale ma dove sono concentrati tutti i crus principali tranne Châteaunef-du-Pape che si trova nella regione meridionale. A nord grazie una maggiore piovosità la vegetazione è più verdeggiante, le viti si arrampicano sui forti pendii terrazzati che portano dal sud di Vienne a Valence sulle due rive del fiume; i terreni sono generalmente composti da detriti granitici con esposizione sud, sud-est. L’uva regina di questa parte del Rodano è la syrah da cui si elaborano tutti i vini a denominazione della regione, ma sono anche coltivate tre varietà autoctone a bacca bianca: marsanne, roussane e viognier, utilizzati per una produzione comunque piuttosto ridotta. Questa lunga striscia di un’ottantina di chilometri ci porta, scendendo sulla sponda destra, in successione dalle ripidissime rive della Côte Rôtie, a Condrieu in cui è inglobata l’enclave di Château Grillet, l’esteso Saint-Joseph, fino a raggiungere alle porte di Valence le due denominazioni più a sud quelle di Cornas e Saint-Pérray. In corrispondenza di Tain-Hermitage, comune posizionato sulla sponda opposta, troviamo la collina dell’Hermitage dove si producono i vini più prestigiosi e Croze-Hermitage la denominazione più vasta dell’intiera regione settentrionale. Dove si è posto limite all’espansione delle “appellations” più prestigiose alcuni validi produttori stanno sperimentando aree nuove non riconosciute, i prodotti di questi vigneti sono vini monovitigno elaborati da syrah, chardonnay, viognier e merlot e commercializzati con l’etichetta Vins de Pays des Collines Rhodaniennes.

Il Rodano meridionale
L’ampia zona meridionale è compresa tra Montélimar ed Avignone situata ai bordi dell’area mediterranea, i vigneti seguono oltre che il corso del fiume principale anche quello dei suoi affluenti. Poggia su dolci rilievi e calde pianure dove le viti si riscaldano al sole cocente in terreni formati da ciottoli rotondi e lisci. Il clima presenta giornate torride spazzate dal Mistral, con temperature superiori e minori piogge rispetto alla regione nord. Tutte condizioni che favoriscono la crescita della grenache nera qui generalmente associata in uvaggio a syrah, carignan, cinsault e mourvèdre. Gran parte della produzione è assorbita dalla denominazione regionale Côte du Rhône (113 comuni) che prevede l’elaborazione di vini bianchi, rossi e rosati semplici e poco strutturati, da consumare in breve tempo. 16 comuni con caratteristiche territoriali più favorevoli alla produzione di vini di maggior struttura e complessità sono autorizzati a riportare in etichetta il nome del comune. Oltre all’AOC regionale sono compresi cinque crus: la storica Châteauneuf-du-Pape, Lirac, Tavel, Gigondas e Vacquyras dove si producono vini rossi, rosati e bianchi di vario genere. La produzione di qualità non supera il 30% della produzione totale, catalizzata dalle grandi cooperative di produzione o di commercializzazione. Più del 70% della produzione è destinata al mercato francese, oltre il 50% dell’esportazione è destinata verso l’Inghilterra, gli Stati Uniti ed il Belgio. Il grande sviluppo vitivinicolo ha portato negli anni 70 - 80 all’istituzione di altre quattro AOC. Questa nuova frontiera elabora circa il 25% dell’intera produzione comprende le Côstières de Nîmes, le Couteaux du Triscatin e le Côtes du Lubéron e di Ventoux. Queste denominazioni considerate minori sono definite “La Nouvelle Ecole de la Vallé du Rhône”, anche se per tradizione sono aree in cui la viticoltura era praticata già all’epoca delle popolazioni romane e sviluppata nel medioevo dalle comunità religiose.

L’87% della produzione regionale sono vini rossi, il rimanente è diviso tra rosati e bianchi; le condizioni climatiche e la struttura dei suoli hanno condizionato la scelta delle varietà impiantate. Ogni vitigno porta le proprie qualità che associate ad altre permette di ottenere equilibrio ed armonia.
Negli uvaggi la Grenache porta fruttuosità, alcol e morbidezza; la Syrah e la Mourvèdre conferiscono ai vini aromi di spezie, colore, struttura e longevità.

La Syrah è il simbolo della regine settentrionale, concorre infatti alla vinificazione di tutti “crus” principali nella misura minima del 80% con eventuali aggiunte di Viognier. Si pensava che questo vitigno fu portato dai crociati, di ritorno dalle guerre, dalla città di shiraz in Persia ma nuove ricerche sul DNA ci riconducono ad un’incrocio tra due antichi vitigni qui coltivati per vari secoli: la mondeuse blanche e la durezza. La mondeuse blanche è un vitigno bianco tuttora coltivato su soli 5 ettari situati nella Savia ad est del Rodano; la durezza la si trova esclusivamente presso la collezione nazionale francese dei vitigni di Montpellier. Dunque si pensa che la syrah sia nata nei vigneti della Côte-Rôtie nel primo secolo dopo Cristo. Raggiunge la giusta maturazione tra il 10 di settembre ed il 5 di ottobre a seconda delle zone e delle annate, ama situazioni climatiche regolari. Ha un colore intenso e profondo, resistente all’ossidazione, tannico e sviluppa aromi di fragola, cassis, violetta e pepe. Grazie alle sue eccellenti qualità è sempre più spesso coltivato anche nella regione meridionale.

La Grenache nera è la varietà principale della dell’area meridionale dove raggiunge le massime espressioni nelle denominazioni Châteauneuf-du-Pape e nei vigneti principali della Côte du Rhône-Villages dove concorre nelle migliori cuvées nell’ordine del 65%. Ha origini iberiche anche se da secoli è coltivata in questa regione, molto vigoroso e fertile raggiunge la perfetta maturazione tra il 15 di settembre e il 10 di ottobre a seconda delle zone; ama terreni aridi e stagioni molto calde ed asciutte. Di alto potenziale alcolico, debole acidità e ottima morbidezza; sviluppa aromi fruttati e speziati.

La Mourvèdre è uno dei classici vitigni tipici del bacino del Mediterraneo, concorre all’uvaggio principale delle AOC della regione meridionale. Trova la giusta maturazione a partire da ottobre, richiede molto calore e luminosità soprattutto nell’ultimo periodo di maturazione; queste zone sono dunque le più favorevoli. Il suo fabbisogno d’acqua è molto limitato ma deve essere regolare ed è molto sensibile al vento. Il vitigno marsanne è una varietà a bacca bianca è caratterizzato da buona vigoria e generosità, raggiunge la piena maturazione a partire dal 15 settembre; da vini bianchi rustici se coltivato su terreni poco fertili, ma se lavorato sui caldi pendii della regione settentrionale da vini fini e complessi nelle denominazioni di Crozes-Hermitage, Hermitage e Saint-Joseph e Saint-Perray dove è spesso associato alla roussanne.

Il Viogner, è coltivato quasi esclusivamente nella regione settentrionale dove contribuisce alla vinificazione del Condrieu e del mitico Château Grillet. Sembra sia stato portato in questa zona dalla Dalmazia dall’Imperatore romano Probus nel 218 dopo Cristo. Vitigno bianco vigoroso, raggiunge maturazione dall’inizio di settembre e necessita terreni poveri, secchi e ciottolosi. Genera vini ricchi in alcol e rotondi che sviluppano intensi aromi floreali di violetta e di acacia che si evolvono, con gli anni, in complesse sfumature di miele, muschio, pesca ed albicocca.

Superficie: 81′294 ha
Produzione: 3′612′425 hl
Vini: rossi (90%), rosati, bianchi, spumanti e dolci (10%) 

Le denominazioni del Rodano
- Côte du Rhône (49%)
- Côte du Rhône “Village”: 13%
- Crus: Côte Rôtie, Condrieu, Château Grillet, Saint-Joseph, Cornas, Saint-Peray, Hermitage, Crôzes-Hermitage, Châteauneuf-du-Pape, Gigondas, Vacqueyras, Lirac, Tavel: 13%
- Côstières de Nîmes, Couteaux du Triscatin, Côtes du Lubéron e du Ventoux, Clairette de Die: 25% 

Vitigni rossi: syrah, grenache nera, mourvèdre, carignan, cinsault
Vitigni bianchi: viognier, marsanne, roussane, clairette

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